Il Tirreno

l’urbanistica a montignoso 

Supermercati e nuove darsene: gli ambientalisti bocciano il Poc

Supermercati e nuove darsene: gli ambientalisti bocciano il Poc

Critiche anche all’ampliamento della Ekom e al parcheggio in zona Renella  che comporterebbe l’abbattimento di un castagneto di pianura quasi unico

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montignoso. Troppo cemento, edificazioni “azzardate”, spazio eccessivo alla grande distribuzione. Il fronte ambientalista boccia il Poc, Piano Operativo Comunale (quello che fino a poco tempo fa si chiamava Regolamento urbanistico) di Montignoso. Legambiente con Francesco Rossi,

Italia Nostra con Bruno Giampaoli, l’associazione L'Assiolo di Gianluca Giannelli, il Wwf Alta Toscana rappresentato da Marcello Marinelli, l’asociazione per la tutela ambientale della Versilia con Cinzia Bertuccelli, Amici della Terra Versilia con Giovanna Marini hanno presentato – come la legge prevede – una serie di osservazioni con la richiesta di essere valutate prima della definitiva approvazione del Piano.

Non tutto è da buttare, dicono le associazioni, che evidenziano alcune previsioni positive, come la riqualificazione di edifici dismessi, il mantenimento di aree agricole intorno al Lago di Porta, il recupero di Casina Mattioli. Ma tante son anche le cose che non vanno. Eccole in sintesi.

Sul fiume Versilia viene individuata una “area per la futura programmazione di attrezzature nautiche e servizi portuali” che, secondo gli ambientalisti contrasta con le indicazioni del Pit (il Piano regionale a cui quelli locali devono armonizzarsi) che parlano del Versilia come “corridoio ecologico fluviale da riqualificare” «Noi crediamo che il corridoio ecologico fluviale debba essere valorizzato attraverso interventi di protezione e tutela e, assolutamente, non debba essere intaccato da nuovi insediamenti produttivi o da nuove darsene».

Sulla “Cittadella dello sport” a Cinquale, poi, si prevedono interventi di edificabilità per circa 6.000 mq di cui 500 mq per commerciale, 4.500 di servizio, 1.000 mq di edificabilità turistico-ricettiva (foresteria). «Sono – dicono le associazioni – previsioni estremamente generiche che possono prestarsi a troppe variabili ipotesi. L'intera area di 24000 mq sulla quale da anni si discute di questa fantomatica cittadella dello sport e dove già si sono spese risorse per la costruzione di manufatti poi lasciati in abbandono, merita di essere valutata e progettata con maggiore oculatezza e non rischiare di farla “mangiare a bocconi” da qualche scaltro imprenditore».

Critiche anche al previsto parcheggio lato Viareggio del campo sportivo di Renella dove c’è un raro castagneto di pianura: «Tale bosco riveste una grande importanza naturalistica e la sua presenza contribuisce anche ad evitare la formazione di isole di calore tipiche delle zone urbanizzate pianeggianti».

Un altro no secco riguarda la costruzione di un centro commerciale nei pressi dell'ingresso del comune lato Massa: «L'intervento che viene definito “Porta di Montignoso” ci appare inopportuno, critico per la sua posizione e decisamente una pessima idea. Pensiamo che un centro commerciale non debba essere “porta del Comune di Montignoso” e meno ancora in una zona a valle dell'azienda agricola che è davvero una bella immagine. Posizionare lì davanti un centro commerciale significa più traffico e quindi più rischi, più rumori, più smog, più polveri. Pertanto chiediamo che quell'area sia destinata all'uso collettivo, attraverso la piantumazione di essenze locali, eventualmente collocando installazioni artistiche, che sia fruibile da cittadini.

Quindi il nodo del nuovo centro commerciale in via Padreterno: «Si tratta del nuovo Ekom che libererebbe i locali attualmente in uso, riutilizzati per edilizia residenziale, per insediarsi in una nuova struttura, di fronte,nell'area dell'attuale parcheggio. Su quell'area quindi graveranno non 1.650 metri quadrati di edificazione, il triplo di quella attuale». Le associazioni chiedono quindi di valutare un ridimensionamento dell'intervento e una riorganizzazione degli spazi, «considerando che il parcheggio pubblico, oggi circa 4.000 mq, diverrebbe meno della metà, con grosso disagio per i fruitori dei servizi. È inoltre da valutare l'impatto di una simile struttura sui pozzi di captazione delle acque, che alimentano l'acquedotto comunale, situati nelle vicinanze». —

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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