Gli alunni delle superiori: fateci tornare a scuola e in piena sicurezza
massa. Studenti e studentesse delle scuole superiori chiedono di tornare a fare lezione in presenza. Una richiesta che formalizzano con una lettera firmata dai presidenti delle consulte provinciali. Tre la firme anche quella di Zoe Stroobant che preside la consulta apuana: «Riteniamo - si legge nella lettera - che posticipare il rientro delle scuole superiori in presenza sia una scelta poco comprensibile e difficilmente accettabile. La didattica a distanza e la didattica digitale integrata sono presenti ormai da un anno e sono sempre state raccontate come misure d’emergenza. Noi studenti siamo stati i primi a sacrificare il nostro diritto allo studio, consapevoli che per responsabilità collettiva, bisognasse seguire regole ferree. Una indagine svolta da Save theChildren evidenzia che circa 34mila studenti, solo nelle scuole secondarie di secondo grado, sono a rischio di abbandono scolastico. La nostra scuola ha sempre avuto molti problemi che tutti i governi non hanno voluto affrontare o hanno affrontato in modo propagandistico ma, dopo l’avvento della pandemia, i soliti disagi che noi studenti vivevamo ogni giorno si sono amplificati e nessuno ha cercato di porvi rimedio».
Le consulte provinciali chiedono il rientro a scuola in sicurezza: «Pretendiamo un robusto piano di investimenti in vista dei finanziamenti previsti dal Recovery Fund. Non chiediamo l'impossibile, vogliamo un ritorno a scuola in presenza almeno al 50% come nel resto d’Europa. Moltissimi studi hanno provato che la scuola non è un luogo a rischio alto di contagio e inoltre si potrebbe organizzare il rientro in presenza a seconda delle diverse realtà del Paese. La situazione sanitaria in Toscana e le misure esistenti permetterebbero un rientro in totale sicurezza e ci sembra assurdo che ciò non venga permesso». Quelle di studentesse e studenti sono richieste chiare: «Chiediamo che nelle indicazioni delle zone venga aggiunta la questione delle scuole superiori, facendo sì che la presenza a scuola corrisponda sempre ad una situazione epidemiologica e logistica reale. Esigiamo che venga istituita una corsia preferenziale per i tamponi a vantaggio di tutte le componenti del mondo della scuola. Vivere la scuola in presenza non significa solo essere nello stesso luogo fisicamente, ma anche abbattere quell’apatia, disumanizzazione e disuguaglianze incrementate da questa didattica. Troviamo preoccupante la rassegnazione che dilaga tra i nostri coetanei. Riteniamo che non ci sia legame più forte di quello tra cultura e formazione: l’Italia, data la sua storia, non può sottrarsi alla proficua contaminazione del mondo culturale con quello dell’istruzione, eppure ha deciso che queste categorie non sono una priorità». La chiusura è con una citazione di Calamandrei: «Disse “Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale”». —
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