Attenzione
«Bene il percorso Bisogna fare presto, la natura non aspetta»
Apprezzato il piano prospettato, ma si chiede rapidità «Ripascimenti spot non hanno mai risolto il problema»
Ivan Zambelli
massa. Nelle varie tappe del sopralluogo, il presidente di Fiba Confesercenti Stefano Gazzoli ed il rappresentante di Assobalneari Luca Martini hanno mostrato all’assessora regionale Monia Monni l’arretramento generalizzato del litorale, conseguenza di errori ed inadempienze decennali.
«Abbiamo una situazione problematica in tutta la costa, che a seconda del posto ha delle sue caratteristiche specifiche: ad esempio dalla Partaccia fino alla bagno Marchini ogni anno la regione manda denaro per mettere a posto la strada, che crolla; abbiamo scogliere abbandonate a Poveromo; oppure il ripascimento che, a mio modesto parere, sembra fatto più a spot, un rattoppo che non guarda mai il problema nella sua interezza. Di conseguenza ci ritroviamo ogni volta con danni da una parte o dall’altra, perché non si fa in tempo a finire con i lavori da una parte che bisogna intervenire da un’altra», dice Gazzoli.
Prima tappa del sopralluogo è stata la parte del litorale a Poveromo compresa tra i pennelli (le scogliere) 6 ed 8, indicativamente tra i bagni Sara e Sport e natura. Qui una scarsa manutenzione dei pennelli ha fatto gioco forza nella scomparsa di metri e metri di arenile, nonostante i ripascimenti. «Oggi (ieri, ndc) siamo su una spiaggia che dovrebbe essere molto più estesa. Il mare è calmo, ma basta un metro di onda per ritrovarlo alle cabine. Nei pennelli si possono vedere scogli scuri e bianchi; quelli bianchi sono quelli che stavano sotto la sabbia, e sono emersi nell’arco di un solo anno. Anche questo a riprova dell’arretramento spaventoso della costa». Il fatto poi è che anche il ripascimento dello scorso maggio sta già sparendo: «Quando sono stati completati i lavori a sud del pennello 8 non avevamo mai visto così tanta sabbia; ebbene, dopo neanche un anno è già sparita». A confermarlo è il titolare di uno dei bagni interessati, raccontando che a fine ripascimento la spiaggia era lunga circa 40 metri, rispetto ai 12 di partenza; adesso è retrocessa a 20 metri. Per non parlare poi degli stabilimenti situati tra le scogliere 6 e 7, che hanno talmente poca sabbia che in caso di una nuova mareggiata le onde arriverebbero tranquillamente alle cabine. Scene non dissimili anche nei restanti punti due punti del sopralluogo, il bagno Ida ai Ronchi ed il bagno Marchini.
Qui, dove il mare arriva a ridosso della strada e con le scogliere che anche con mare piatto affiorano appena dall’acqua, la faccenda è ulteriormente complicata dall’essere un’area Sir, cioè siti di interesse regionale, per cui ogni intervento necessita di pareri di diversi uffici ed enti, che fanno dilatare i tempi. L’assessora ha rassicurato i presenti sull'attivazione di una task force che possa portare a ripascimenti programmati. Nonostante l’incontro non abbiamo prodotto soluzioni immediate, i presidenti dei balneari hanno comunque apprezzato. «Abbiamo ottenuto -spiega Gazzoli- un incontro, possibili risorse, una collaborazione nel delineare una strada, anche con gli uffici tecnici. Adesso bisogna procedere con i lavori straordinari, per ripristinare l’equilibrio della costa, così da compensare quello che il mare porta via. Se riuscissimo a farlo, avremo le basi per interventi strutturali». Sull’importanza di un tavolo permanente è convenuto anche Martini, aggiungendo un appello: «É fondamentale che l'emergenza non segua i tempi della burocrazia: bisogna intervenire subito, la natura non aspetta. È in gioco una stagione balneare». —
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