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Assenteisti, ipotesi nuovo rinvio Ma il rischio prescrizione non c’è

Assenteisti, ipotesi nuovo rinvio Ma il rischio prescrizione non c’è

L’udienza potrebbe “saltare”: aule troppo piccole per garantire il distanziamentoMa per l’emergenza sanitaria in corso sono sospesi i termini di decorrenza

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massa. Potrebbe slittare ancora l’udienza preliminare di fronte al giudice Dario Berrino per i 49 indagati rimasti coinvolti nella mega inchiesta sull’assenteismo in Provincia e negli uffici del Genio Civile (che dipende dalla Regione). Se, infatti, l’udienza è fissata per il 22 gennaio, come già accaduto il 15 dicembre, potrebbe concludersi con un rinvio, in attesa di individuare uno spazio che possa contenere, garantendo il rispetto del distanziamento, tutti gli indagati e i loro legali. Certo è che, anche in caso di un nuovo rinvio, non si delineerà in alcun modo il rischio prescrizione. Proprio perché i posticipi sono dettati dall’emergenza sanitaria, i termini di decorrenza sono stati sospesi. Come se il tempo - per semplificare - non scorresse.

In attesa della udienza davanti al giudice Berrino e nell’eventualità di un rinvio a giudizio (che potrebbe anche non arrivare), i legali stanno definendo le strategie difensive.

Primo obbiettivo sarà dimostrare che non esiste o non è provabile il dolo. Del resto, per le 17 richieste di archiviazione (accolte dal giudice per le indagini preliminari) è stata la stessa pubblico ministero Roberta Moramarco ad evidenziare proprio la centralità del dolo: dove non lo ha chiaramente ravvisato o ha ritenuto che non potesse essere marcatamente provato, ha preferito chiedere archiviazione. Dunque proprio sul tema “dolo” si concentreranno molte delle argomentazioni difensive. Su questo fronte verranno delineate tutte le procedure di timbratura evidenziando ad esempio, nel caso dei dipendenti del genio civile, la mancata previsione di specifiche voci di timbratura. Altro elemento determinate nelle argomentazioni dei legali sarà quello dell’entità del danno prodotto all’ente. Danno che - chiarivano molti avvocati sin dai giorni in cui è stata resa pubblica l’inchiesta - è di lieve entità.

Non solo, altro elemento su cui - lo si intuisce fin da ora - punteranno numerosi difensori è il fatto che alcuni dipendenti abbiamo dimostrato il loro impegno accumulando un importante monte ore di straordinario di cui, all’epoca dei fatti, attendevano la retribuzione. Una vicenda complessa , una mega inchiesta che nell’ottobre del 2018 ha portato a 29 misure cautelari. Una indagine che ha avuto risvolti importanti: non solo quelli penali - con la richiesta ora di rinvio a giudizio per 49 persone - ma anche giuslavoristici con procedimenti disciplinari di fronte agli enti datori di lavoro, Provincia e Regione. Procedimenti che hanno avuto esiti diversi.

Altro piano ancora quello di fronte alla Corte dei conti per l’eventuale danno erariale. Sul piano penale, il 22 gennaio, i 49 indagati saranno di fronte al Gup, qualcuno di loro potrebbe - è quella la sede per farlo - richiedere riti alternativi. Ma è reale la possibilità di un nuovo rinvio con sospensione dei termini di prescrizione. —
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