Sicurezza
Andrea Figaia (Cisl) «Disoccupazione, dati da analizzare»
Bene Massa-Carrara rispetto a Lucca e alla Spezia «Ma c’è qualche contingenza, affidiamo uno studio all’Isr»
Massa-Carrara. Andrea Figaia, segretario territoriale della Cisl, ha esaminato i dati occupazionali Istat 2020, raffrontando gli ultimi tre anni nelle province confinanti e, osserva, «emerge sostanzialmente un miglioramento, per quanto riguarda Massa-Carrara, talmente evidente e performante, anche in rapporto a Lucca e La Spezia, da doversi considerare episodico e legato a qualche particolare contingenza. Contingenza che andrebbe scandagliata meglio per capire».
Vediamo alcuni datii. A Massa-Carrara, il tasso di disoccupazione è stato nel 2017 il 16%, 2018 10, 4%, 2019 il 7%; tra i 18 e 24 anni: tasso di disoccupazione Massa-Carrara, 2017 48%, 2018 28, 8, 2019 23, 5%. A Lucca, negli stessi tre anni, disoccupazione totale: 11, 4, 9, 8 e, nel 2019, 10, 9 %; alla Spezia, 9, 5%, 10% e, nel 2019, 9%.
Tra i 18 e 24 anni, a Lucca nel 2017 21, 9, nel 2018 20, 7, nel 2019 addirittura 30, 3; alla Spezia, stessi anni, 30, 5, 24, 1 e nel 2019 30%. Nella stessa fascia d’età 15-24 anni, per le femmine, nel 2019 a Massa-Carrara siamo al 16, 9%, maschi 26, 6% (in forte miglioramento dal 42, 1 del 2018); a Lucca, femmine 36, 9 e maschi 26, 4 nel 2019; alla Spezia, 17, 9 e 36, 2%.
Osserva Figaia: «Il dato statistico tiene meglio su base nazionale o regionale, su piccole zone, città e popolazione sbalza troppo perché il campione dovrebbe considerare almeno 1000 famiglie e non 2/300 come invece accade. Inoltre il campione è molto ristretto e prevede una forchetta molto larga almeno il più o meno 5%». E si chiede: «Chi è occupato per la statistica italiana? Un soggetto che lavora almeno un’ora la settimana, anche con contratti non necessariamente tipici e stabili. Ma anche va capito che il disoccupato, per il nostro Istituto di Statistica, è colui che opera una ricerca attiva del lavoro negli ultimi mesi, va e compie un atto burocratico; se non si fa vivo è fuori dal dato statistico, ma rimane purtroppo dentro in quello della quotidianità. Sarebbe altresì utile dividere tra zona delle Apuane e Lunigiana. Troppe implicazioni insomma».
Opzione Isr
Aggiunge Andrea Figaia nella sua analisi: «In questi giorni che si sta cercando di capire come dare continuità all’Isr (Istituto Studi e Ricerche) della Camera di Commercio, penso sarebbe buona cosa affidargli, d’intesa con le Amministrazioni Locali, il compito di approfondire le statistiche del lavoro provinciali e disaggregato per zone, per capire meglio cosa sta accadendo. Va inoltre considerato il fatto che occorre fare i conti con l’oste del momento, che si chiama Covid. In pratica a parte alcuni licenziamenti effettuati in limitate categorie o altri che non vengono impugnati da chi li subisce, il grosso di questi è bloccato dalla attuale normativa che impedisce il licenziamento. Con il decreto detto Ristori del 27 ottobre 2020 in materia di coronavirus viene prolungata la Cig di altre 6 settimane e viene esteso il divieto di licenziamento fino al 31 gennaio 2021. Anche se qualcuno ha fatto e fa il furbo. Probabile che il decreto venga rinviato ancora in relazione alla data di fine blocco per coerenza con quanto fatto in precedenza durante tutta la pandemia ma quando poi si tornerà alla’normalità’allora sicuramente i dati pubblicati dall’Istat appariranno surreali e molto molto lontani dalla realtà».
E ancora: «I dati sempre Isr relativi all’andamento delle imprese dei settori nel 2020 infatti mostrano flessioni sensibili ed importanti in termini di fatturato sia per la metalmeccanica che per l’edilizia ed i servizi, ben oltre il 10%, con un leggero aumento invece della produzione in agricoltura. Le previsioni relative all’occupazione invece ballano intorno al – 4/5%. Il tutto con una sensibile differenza, circa il doppio, in negativo, per la Lunigiana rispetto alla zona di costa. Curioso segnalare il fatto che il livello e la qualità del credito a Massa-Carrara siano decisamente negativi per quanto riguarda numero e consistenza dei prestiti erogati mentre, invece, si primeggia nella media anche toscana per il risparmio delle famiglie nei depositi».
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