Finanza
Le vendite promozionali non decollano
Da Massa a Carrara la zona gialla non ha portato grandi incassi per i negozi. Si salva chi si è buttato anche sull’on-line
Ivan Zambelli
massa carrara. Anche con il momentaneo ritorno in zona gialla, la situazione nel comparto abbigliamento e moda è sempre quella: incerta.
Tra le due sponde della Foce i tanti negozi di vestiti e calzature stanno più meno faticando nelle vendite, nonostante l'adozione da parte di alcuni di promozioni, di “saldi” di fine stagione.
Si salva chi da tempo si è aperto al commercio online ed ha un’offerta specifica, come Mamma madora a Massa, dove sono specializzati nella nascita e nei bambini fino ai tre anni, oppure Winner Sport, negozio di articoli sportivi sempre a Massa, che hanno visto un aumento nelle vendite di attrezzature sportive, dato che le persone, non potendo andare in palestra, si sono dovute adeguare in qualche modo.
C’è poi chi registra vendite in linea con gli altri anni, grazie a clientela fidelizzata ed allo storico brand, come Montanelli.
Ma anche in questo caso, il titolare Stefano deve segnalare che ovviamente «si lavora quando ci aprono, non si lavora quando il resto è chiuso. Il problema sono le aperture/chiusure spot che non ti permettono una programmazione tradizionale».
Ed è un po’ questo il fulcro del problema: l’incertezza su future aperture e chiusure. Il commercio infatti, non solo di abbigliamento e calzature, resta in affanno anche a causa delle incertezze “cromatiche” proprie di questo ultimo periodo, dove il repentino cambio di colore delle regioni ha gettato nello spaesamento molti cittadini, che banalmente non sanno se questo o quel negozio è aperto, o se quel particolare capo servirà a qualcosa.
«Se io non posso andare -spiega Cesare Micheloni di “Svalvolati store” ad Avenza- al bar, nei ristoranti, o ad altri eventi mondani, davvero mi basta il pigiama, o i vestiti che ho già nel guardaroba. La gente poi, nel dubbio, non esce: a maggio paradossalmente c’era più euforia, adesso mi sembra ci sia molta più rassegnazione».
L’incertezza colpisce direttamente gli stessi esercenti, che non sanno come gestire gli ordini per la prossima stagione. «Chi lavora con i prodotti della moda deve riempire gli scaffali, con il rischio poi di svendere per affrontare i pagamenti», racconta Nando Guadagni di “Gidò calzature” e presidente di categoria in Confersercenti Carrara: «Domani (oggi, ndc) si torna in zona arancione, e le persone non gireranno più. Chi ci governa dovrebbe capire che se chiudi certe attività, come bar e ristoranti, ne risentono tutti gli altri. Noi siamo aperti, ma è come stare chiusi; anzi, consentendoci di stare aperti permette di evitare ristori. Se le cose andranno avanti così in molti chiuderanno, perché ormai è da un anno che va avanti questa situazione».
E pure le vendite online, ventilate come la panacea di tutti i mali, non danno un ritorno immediato, perché necessitano di organizzazione, magari di personale dedicato, ed investimenti per le sponsorizzazioni. Insomma, alla tegola del Covid si è aggiunta quella dell’incertezza nelle aperture e chiusure, che impedisce ogni sorta di programmazione e non consente di sapere il proprio destino da qui ad un mese, finanche una settimana.
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