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«Inadatti a governare» Il Pd boccia la giunta

Manuela D’Angelo
«Inadatti a governare» Il Pd boccia la giunta

Per i Dem fallimentari i primi due anni e mezzo di Persiani Riccardi: dal teatro al decoro, quante promesse naufragate

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massa. «Un’amministrazione non adatta a governare la città, un sindaco infastidito dall'opposizione che risponde come fosse al bar dello Sport; il consiglio comunale trasformato in un votificio, nessuna visione politica, nessuna politica culturale, nessuna idea di sviluppo, proposte deludenti e di basso profilo e nessun rispetto per Regione e Governo». È durissimo il Partito Democratico di Massa nel tracciare un bilancio dei primi due anni e mezzo di amministrazione del sindaco Francesco Persiani.

«Non sono solo inadeguati ad amministrare – dichiarano durante un incontro – ma anche chiusi nel palazzo, arroccati nei no-comment, intenti a rendere difficile le attività di chi fa opposizione». «Emergono due aspetti – inizia il segretario comunale Norberto Riccardi – In primo luogo sono miseramente naufragate le iperboliche promesse iniziali, come la riapertura del teatro Guglielmi in 100 giorni, la fulminea uscita da Gaia, la valorizzazione delle frazioni montane, la miracolosa soluzione della questione della pulizia e del decoro urbano. Mentre gran parte delle cose fatte sono state possibili per effetto dell’operato delle giunte precedenti, come l’approvazione del Regolamento urbanistico, avvenuta senza reali modifiche, se non lo sciagurato stralcio di Ronchi- Poveromo; il palazzetto dello sport, gli interventi sulle scuole e su altre strutture previsti dal Piano delle Periferie, l’importante intervento di via Pisacane. Al di fuori di questo – continua il segretario – non resta davvero qualcosa di rilevante se non la pasticciata vicenda degli Agri marmiferi, in cui emergono errori, atti ritirati e giravolte di varia natura, compresa la sciagurata ipotesi di “cave private”. Ci sono state anche alcune “perle” come la pista ciclabile realizzata sul marciapiede di una parte di via Carducci e i due rimpasti di giunta che sono apparsi più “siluramenti”, di cui, comunque, non è stata data alcuna spiegazione alla città».

E il sindaco come risponde a tutto ciò? «Difficilmente risponde alle minoranze – dice il Pd – e se lo fa sembra come infastidito dalla scocciante pratica democratica che prevede di dar voce anche a chi non la pensa come lui. Se poi guardiamo all'inusuale utilizzo dei social, sui quali il primo cittadino risponde come fosse al bar, allora capiamo come è caduta in basso la politica. Intanto però abbiamo assistito alla girandola degli amministratori nominati dal sindaco, alla cultura che affonda, perché aldilà di ruote panoramiche e giostrine non si è visto, e persino alla programmazione dei fuochi d’artificio per il 31 dicembre in piena zona rossa. Esiste però il “superdirigente”, titolare di settori in chiaro conflitto di interesse- continua il Pd- e uno staff del sindaco stellare».

Il consigliere regionale Giacomo Bugliani conferma che «questa amministrazione è solita dare le colpe a Governo e Regione quando qualcosa non funziona, senza capire che attaccare altri livelli istituzionali non serve, anzi dovrebbe costruire con essi progettualità per ottenere finanziamenti. La Regione non ha mai mancato il suo contributo, a prescindere dai colori delle amministrazioni comunali».

Infine la deputata Martina Nardi suona la campanella di fine ricreazione: «Caro sindaco- dice- ti abbiamo dato due anni e mezzo per prendere misura con il Comune e per lavorare al meglio. Ora la ricreazione è finita. Il tuo progetto è stato deludente e a tratti di basso profilo». —

Manuela D’Angelo

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