Il dolore
Fossi tombati anche dal Comune e il solito scaricabarile
Massa. Fossi tombati ed enti che si rimpallano le competenze. Recentemente si è parlato dei disagi che dei residenti della Partaccia stanno avendo con il fosso Calatella (foto), che continua ad allagare quelle abitazioni, imputabili a tombature di fossi, anche abusive. Di questa situazione Stefano Rossi, uno dei residenti interessati, ne ha fatto una battaglia decennale, con esposti, segnalazioni agli enti competenti, denunce; ma senza successo.
Gli stravolgimenti della rete idraulica della zona vanno indietro nel tempo, e rispondono ai mutamenti della zona, con i fossi e le “gore” che hanno dovuto lasciare il passo ad altre opere. Così sono seguiti interramenti, modifiche ai corsi d’acqua, tombature, tante abusive. Il fatto sconcertante è che alcune di queste sono state fatte dal Comune.
Infatti, nel luglio 2011 la Provincia di Massa-Carrara intimava al Comune di Massa di ripristinare, entro 30 giorni, il fosso Calatella che era stato oggetto, si legge dalla diffida, «di opere idrauliche non autorizzate da parte di codesto Comune, consistenti in un sifone, nell’inalveamento di due tratti del fosso in manufatti scatolari e nella tombatura del tratto di fosso compreso tra i due scatolari».
E gli interventi indicati sono proprio quelli che vanno dal civico 59 al 67 di via dei Campeggi, a ridosso delle zone soggette agli allagamenti. Cosa è cambiato da quella data? Niente e tutto, con risvolti paradossali. Come lamenta Rossi, «nel 2011-2012 sono state rilasciate sanatorie dalla Provincia a favore della parrocchia S. Fiorenzo nonché di due abitazioni di via Bertola»; poi, a seguito di due alluvioni, una di queste successiva la diffida, il Comune invitava i proprietari di tombature eseguite senza autorizzazioni a rimuoverle, al fine della messa in sicurezza del territorio. «Com’è possibile -si domanda Rossi- che un Comune intimi ai cittadini la rimozione di opere abusive, se lui stesso non dà il buon esempio demolendo le proprie, peraltro avendo ricevuto una diffida della Provincia?».
Ad oggi nulla è cambiato, come insiste Rossi e conferma il consigliere Paolo Menchini dei 5 Stelle: «Dopo un confronto con i cittadini è emerso che il Comune ha tombato, o comunque ha fatto lavori che sono risultati peggiorativi, e non ha rimediato. Anzi, ha sollecitato altri a mettersi in regola quando lui non l’ha fatto. Il problema è che tutto questo risale a prima del 2015». Cosa indica questa data? Indica il cambiamento di tutto: «Da dicembre 2015 le competenze di difesa del suolo e delle risorse idriche di Comune/Provincia sono passate a Regione/Consorzio di bonifica. In questi giorni ho avuto modo di parlare con il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi. É emersa una situazione che a suo dire è abbastanza chiara: il Consorzio ha la gestione di fossi e canali, ma per una manutenzione ordinaria; gli interventi straordinari sono in capo alla Regione, che nel corso degli anni ha realizzato il primo lotto di un progetto più grande. Adesso il Consorzio sta aspettando i finanziamenti per il secondo, ma Ridolfi ha voluto sottolineare che se il problema sta in alcune tombature del Calatella e nel passaggio sotto l’autostrada, le competenze si dividono tra il Genio civile, per il rischio idrogeologico, ed il Comune, per l’urbanistica». La conferma del mancato adeguamento è poi arrivata direttamente dall’assessore Marco Guidi e dal dirigente competente, che rispondendo ad interrogazione di Menchini hanno detto che «l’amministrazione nel 2013-2014 aveva avviato la progettazione degli interventi di adeguamento, come richiesti dalla provincia, ma non aveva ottenuto il nulla osta dalla stessa». Da lì a poco, il passaggio delle competenze, destituendo di fatto Comune e Provincia, e lasciando l’intera zona in balia degli allagamenti e dei rimpalli tra istituzioni.
Ivan Zambelli
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