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Alessandra Caffaz ricorda Solange: «Era un’anima dolce»
carrara. «Era un’anima dolce e severa. Ci volevamo veramente bene». Così Alessandra Caffaz ricorda l’amico Solange (Paolo Bucinelli), il sensitivo morto dopo un malore nella sua abitazione nelle campagne di Collesalvetti. Solange e la titolare del negozio di abbigliamento White di piazza Alberica si erano conosciuti molti anni fa durante un Capodanno in un locale della Versilia. Una sorta di amore a prima vista, che ha portato Solange a sostenerla anche durante la sua candidatura a sindaco con la lista civica Rinascimento. “Ci siamo conosciuti la notte di san Silvestro di molti anni fa – racconta Alessandra – ero con un tavolo di amici e fù lo stesso Solange ad avvicinarmi e chiedermi di potermi conoscere meglio. Mi disse che era rimasto attratto dalla mia persona. Quella sera mi lesse la mano e sul momento pensai che qualcuno gli avesse parlato di me. Ma era impossibile perché mi rivelò cose segrete che non avevano mai raccontato a nessuno. Poi venne al nostro tavolo e lesse anche le mani dei miei amici, che come me restarono basiti dalle sue rivelazioni. Da quella sera furono molte le serate e gli eventi a cui partecipai su suo invito, e se per caso dicevo che non potevo andare per qualche motivo si arrabbiava tantissimo. Durante il periodo in cui mi ero candidata Solange mi ha supportata e seguita ovunque. Ricordo ancora la sera del confronto con gli altri candidati che urlava durante i miei interventi per dire che era d’accordo con quello che stavo dicendo. Ricordo durante un party esclusivo, sempre durante la mia candidatura, di come parlava di me alle persone, di come mi faceva sentire importante. Oltre alla sua stravaganza e al suo eclettismo, quello che lo ha sempre contraddistinto per me è stato un grande amico, eravamo legati da un’amicizia sincera. Solange era un’anima dolce ma anche molto severa, molto più di quello che si possa immaginare. Non faceva niente per accondiscender le persone e spesso non piaceva perché diceva la verità, e alle persone non piace sentirsi dire la verità. Ricordo che una volta andai alle Cinque Terre e lui provò a chiamarmi ma il telefono non prendeva. Ecco non mi parlò più per due mesi. Non guidava e viveva solo nella sua casa in campagna dove spesso i miei amici sono andati a prenderlo o riportarlo dopo le nostre serate. Non lo sentivo da qualche tempo, e la notizia della sua morte è stata una doccia fredda. Era una persona che non si piangeva mai addosso voglio ricordarlo felice, con le persone che gli volevano bene, severo e leggero come solo lui sapeva essere». –© RIPRODUZIONE RISERVATA
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