Il Tirreno

l'emergenza coronavirus

Alla Rsa Sempreverde vaccinazioni al 90 per cento

Aldo Antola
Alla Rsa Sempreverde vaccinazioni al 90 per cento

Il direttore Ermanno Biselli: abbiamo lavorato molto sull’informazione supportati dall’infettivologo dottor Maurizio Chimenti, nostro consulente

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MASSA. Sono arrivati i vaccini anche alla Rsa Sempreverde di via Torta a Massa ed ora non resta che aspettare la seconda dose di richiamo il 25 gennaio per essere al sicuro. Su 59 ospiti fissi, 53 sono stati vaccinati, 3 hanno rifiutato e 3 non possono riceverlo per problemi di allergie. Una percentuale di oltre il 90 per cento, altissima, dunque si è vaccinata.

«Abbiamo lavorato molto sull’informazione – spiega il direttore Ermanno Biselli – sia sugli ospiti che sui familiari, supportati dal noto infettivologo già primario all’ospedale di Massa dottor Maurilio Chimenti che ora è il medico consulente della struttura, è entrato nel nostro staff col mio ingresso. Una scelta della nuova società (la So.ge. srl) che ha voluto dare un’impronta di attenzioni agli anziani ma anche alla popolazione. Il dottor Chimenti è stata una scelta della proprietà, vorrei rimarcarlo, che ha voluto dare un segnale di efficienza, professionalità e organizzazione alla struttura. Il dottor Chimenti ha spiegato molto bene l’importanza dei vaccini e questo è stato decisivo, perché più la vaccinazione è estesa e più si va verso l’immunità di gregge e più saremo sicuri tutti, nella condizione di riportare in una vita normale e serena, soprattutto riprendendo i contatti e gli affetti fra i pazienti ed i familiari, le relazioni fra loro, che è l’aspetto che più manca».

Gli anziani, i più deboli, avete pensato ad un modo di contatto con i parenti? «Noi da parecchi mesi, da quando sono state chiuse le visite dei familiari, abbiamo cominciato ad utilizzare le videochiamate, a migliorare il sistema con l’acquisto di tablet per migliorare il contatto fra ospiti e figli e stiamo pensando anche ad una stanza degli abbracci, di incontri ravvicinati ma siccome questa necessita di una organizzazione ed un protocollo più severo, stiamo cercando di acquisire dati e materiali per preparare la realizzazione». «Nel frattempo però continuiamo con le cautele e il rispetto di tutte le prescrizioni di tutela anticovid e continuano anche le sanificazioni di tutti gli ambienti, abbiamo anche una strumentazione molto particolare per garantire che la sanificazione sia la più profonda e completa possibile con vaporizzazione di perossido di idrogeno».

La struttura? «Abbiamo camere doppie, spazi comuni con una bellissima cappella (del 1400) oltre a spazi organizzativi clinici con infermerie, palestra, salette per ogni nucleo dove possono fermarsi dopo il pasto per conversazioni e varie postazione degli operatori».

Dottor Biselli, come e quando è arrivato qui? «Io ho accettato - continua il direttore della Sempreverde - la proposta della società di venire a dirigere la struttura presentando un progetto di riorganizzazione che la proprietà ha approvato, ho proposto l’innalzamento del livello di organizzazione, miglioramento dei protocolli e delle procedure e un consulente medico che è presente tutti i giorni in struttura, come lo sono io. Poi il potenziamento dello staff con l’assunzione di una coordinatrice infermieristica ed una sociosanitaria. Quindi i responsabili che si coordinano fra di loro sotto la direzione. Dunque la società ha accettato questo sostenendo naturalmente costi maggiori. Tra l’altro ho portato con me le collaboratrici maggiori come la caposala e la collaboratrice socio sanitaria che avevo all’Ascoli che unite a quelle che erano già qui hanno creato un gruppo di qualità e pieno di entusiasmo. Stiamo lavorando tutti insieme in queste sfida che abbiamo iniziato, siamo un gruppo collaudato che puntiamo su tre parole chiave oltre la persona al primo posto: competenza, passione e umanità. Umanità - tiene a precisare il direttore - perché dobbiamo trattare con le persone più fragili, quelle che più ci stanno a cuore poi competenza e passione parlano da sole».

Quanti posti per ospiti avete? «Sarebbero 71 ma non tutti possono essere disponibili perché abbiamo deciso di lasciare un certo numero come filtro per nuovi ingressi, che devono stare in zona sicurezza una decina di giorni, poi per tenere un certo numero libero per sicurezza se si presentasse un caso dubbio o uno di Covid dobbiamo essere in grado di isolarlo subito per tutelare tutti gli altri, questo è molto importante», aggiunge il direttore della Rsa Ermanno Biselli. RIPRODUZIONE RISERVATA

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