Il Tirreno

rapaioli (confesercenti) 

«Natale da dimenticare la maggioranza dei negozi ha dimezzato il fatturato»

Sara Lavorini
«Natale da dimenticare la maggioranza dei negozi ha dimezzato il fatturato»

3 MINUTI DI LETTURA





Sara Lavorini

massa. «Contrariamente a quello che è successo negli anni scorsi, per via della situazione straordinaria dovuta alla pandemia da coronavirus e alle relative restrizioni, l’inizio degli sconti non sarà in tutte le regioni nella prima settimana di gennaio. In Toscana infatti, la data di inizio dei saldi sarà il 30 gennaio, per consentire così un po’ di respiro in più alle attività commerciali. «Proprio a causa dell'emergenza Covid-19 – spiega Adriano Rapaioli responsabile area Massa Carrara Confesercenti Toscana Nord - e delle restrizioni, quest'anno i saldi di fine stagione avranno un avvio anomalo e inizieranno in ordine sparso sul territorio italiano. La scelta di posticipare in Toscana al 30 gennaio, decisione condivisa dalla nostra associazione, è motivata dal fatto di lasciare ai commercianti libera scelta se continuare a vendere a prezzo di listino oppure procedere a vendite promozionali con sconti su determinate merci. Quest'anno infatti, come già successo per i saldi estivi le vendite promozionali sono state liberalizzate anche nei trenta giorni antecedenti al periodo dei saldi. L'auspicio dei negozianti è che i saldi del 2021 segnino veramente un'inversione di tendenza e soprattutto l'inizio del ritorno alla normalità per un settore cha ha subito danni pesantissimi dalla pandemia. Gli sconti costituiscono una reale occasione di risparmio per i consumatori, anche perché l'offerta è la più ampia dagli ultimi anni, visto che le scorte di magazzino, a causa della flessione delle vendite e delle restrizioni, sono molto consistenti». «Il 2020, che si è appena concluso, è stato un anno terribile per la pandemia e per le numerose perdite di vite umane che si sono dovute registrare. Ma è stato un anno devastante anche per le attività commerciali – dichiara Rapaioli -, che hanno visto svanire enormi fette di fatturato durante le numerose giornate di chiusura, delle restrizioni, della riduzione del reddito disponibile dei consumatori e, non ultimo anche per l'assenza dei flussi turistici. Certi comparti come quello dell'abbigliamento e delle calzature hanno sofferto più di altri». Purtroppo anche le attività del territorio apuano non sono state risparmiate da questa tragedia e rispecchiano, più o meno quella che è la situazione nazionale. «La maggioranza dei negozi registra perdite di fatturato nell'ordine del 50% rispetto all'anno precedente – analizza Rapaioli - con conseguenze devastanti su quelli che sono i bilanci aziendali. Purtroppo anche il periodo natalizio, che solitamente era solito a dare una boccata di ossigeno alle attività commerciali, è risultato particolarmente sotto tono. I negozi del settore moda segnalano perdite del 30/40% in meno rispetto alle vendite natalizie del 2019. I ristori stabiliti dal Governo, seppur ben accetti, sono minimi e nettamente insufficienti alle esigenze degli operatori. Sono stati elargiti a "pioggia", ma in cifre molto basse. Secondo uno studio di Confesercenti i ristori, fino a oggi, in media hanno coperto il 15% delle reali perdite di fatturato». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web