Gioco
Fita Cna a Italia Nostra: uniti nel chiedere manutenzioni
La replica agli ambientalisti sulla sicurezza delle strade
Carrara. La Fita Cna in una lettera aperta si rivolge a Italia Nostra, e lancia un appello: uniti nel chiedere più manutenzioni strade e ponti.
Il riferimento è all’articolo pubblicato il 2 gennaio dal titolo “Servono controlli a tutti quei camion” sul nodo sicurezza di strade e ponti.
«Gli ambientalisti dovrebbero unirsi agli autotrasportatori nel pretendere la manutenzione ordinaria di ponti e strade insieme al potenziamento delle infrastrutture esistenti e alla realizzazione di nuove per meglio organizzare il traffico di mezzi pesanti e civili ed alleggerire la pressione sulle storiche vie di collegamento». Questa la replica alla sezione locale di Italia Nostra, anche se si tratta più di un affiancamento nelle richieste, da parte di Fita Cna.
«Ponti e strade sono a rischio perché le manutenzioni sono scarse, quando inesistenti, e si investe poco nel potenziamento e nella sicurezza della rete viaria ed infrastrutturale. Lo abbiamo visto con il Ponte Morandi e con il Ponte di Albiano Magra per citare i due casi a noi più vicini. Questa è la verità. – spiega Massimo Ricci, portavoce degli autotrasportatori di Cna – Le aziende che effettuano trasporti eccezionali per ottenere le autorizzazioni previste dalla normativa per poter effettuare tali trasporti, pagano una tassa di maggior usura strade finalizzata a finanziare tutta una serie di interventi di manutenzione dei manti stradali e delle infrastrutture interessate. Il problema non sono i mezzi pesanti ma infrastrutture obsolete e limitate. Serve un piano di manutenzioni periodico e servono nuove varianti per alleggerire il traffico laddove ci sono infrastrutture come porti, aree artigianali e industriali».
Fita Cna prosegue: «Circa il 90% delle merci viaggia su gomma in Italia. – spiega l’associazione – E’ questo il dato da cui partire. Ambientalisti e autotrasportatori dovrebbero lavorare insieme per quello che è un obiettivo di comunità e non di settore. La tragedia delle nostre strade non sono i mezzi pesanti, che sono imprescindibili per l’economia locale e nazionale, ma l’assenza di un serio piano di manutenzione e potenziamento delle nostre infrastrutture stradali».
«Nello specifico per quel che concerne le infrastrutture presenti nel percorso citato da Italia Nostra, facciamo presente che il lungomare di Marina di Carrara è una strada a 4 corsie ed è interessata dal transito dei veicoli pesanti solo nel periodo invernale, quando le presenze turistiche sono estremamente ridotte ed il traffico veicolare in genere è limitato. Il ponte sul Parmignola, inoltre, è un'infrastruttura recentemente realizzata (da meno di 10 anni) e collaudata; l'Ente proprietario, infatti, ne rilascia relativa autorizzazione al transito come previsto dal Codice della Strada», conclude Fita Cna.
R.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google