Sicurezza
Carlo Milani attacca: «Ennesima non risposta sull’arco del Pomario»
Massa. «Leggo la “non risposta” della Sovrintendenza alla segnalazione del consigliere Barotti (a quanto pare l’unico esponente politico che ha a cuore l’argomento) circa le cattive condizioni dell’arco cosiddetto di Pasquino e Pasquina. Una “non risposta” sconvolgente ma non sorprendente, perfettamente il linea con il silenzio, la sottovalutazione ed il disinteresse che da sempre caratterizzano il rapporto della nostra città ed in particolare della nostra classe politica con la cultura ed i beni artistici»: a scriverlo è Carlo Milani. «Si dice che un sopralluogo all’arco non è stato possibile per il Covid (ma si tratta di un bene all’aperto! ) e ci si contenta di una documentazione fotografica, anche se “é stata riscontrata una situazione seria” … Si dice che “Il Comune si è fatto carico di individuare il proprietario del Portale”, una affermazione questa veramente incredibile. Nell’attesa che venga costituita una specifica task force o vengano interpellati i Servizi Segreti è chiaro che il portale non è soggetto ad alcuno vincolo, poiché l’individuazione tanto onerosa del proprietario è “dato necessario anche per dare avvio al procedimento di vincolo diretto che negli anni passati non sarebbe stato attivato” (attenzione al condizionale!) “poiché era opinione, e continua ad esserlo, che sul bene esista ex lege il vincolo previsto dagli articoli 10 e 11 del Codice dei beni culturali” (quindi non si sa chi è il proprietario dell’arco e non si sa se è vincolato! . .)», commenta Milani .
E aggiunge: «Le stesse incertezze, su cui nessuno ha messo mano, gravano sull’ex giardino ducale, Pomario o Pomerio che dir si voglia, ora roveto comunale. Non si sa se è vincolato, non si sa che cosa farne, nessuno risponde quali lavori pubblici dovevano effettivamente eseguire i privati che hanno costruito con la perequazione urbanistica del Piuss un palazzo di quattro piani davanti alla scuola media Bertagnini. Il silenzio è d’oro, soprattutto quando non si vuole e non si sa rispondere...», conclude.
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