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«Terre sospette a Pallerone» Nuovo allarme della minoranza

Gianluca Uberti

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AULLA. Dell'ex polverificio militare di Pallerone di Aulla, nelle cui immediate vicinanze si staglia la mega discarica della ex Cjmeco, si parla da parecchio tempo: dal 1997, anno in cui si costituì “Pallerone 2000”, società a responsabilità limitata che aveva come missione quella di preparare, letteralmente, il terreno alla reindustrializzazione dell’ex polverificio della frazione aullese. Una reindustrializzazione che ha prodotto ben poco fino al fallimento della srl, decretato il 30 settembre 2019.

Nelle ultime settimane la questione è tornata sotto i riflettori e proprio ieri il gruppo consiliare di opposizione "Idee in Comune" è intervenuto con un post sulla propria pagina Facebook, post in cui i consiglieri comunali Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli e Filippo Coppelli fanno notare che "a Pallerone crescono montagne bianche, ma l'amministrazione comunale non vede e non risponde». Ma che cosa sono queste montagne bianche? Altro non sono che tonnellate di terre portate in via Guido Rossa, dietro una attività imprenditoriale, e in due zone dell'area di "Pallerone 2000", in merito alle quali i tre consiglieri comunali di minoranza chiedono chiarimenti dall'estate 2019, senza ottenere, a loro dire, alcuna risposta dall’amministrazione comunale.

«A seguito dell’ultima seduta del consiglio comunale, il vice sindaco Roberto Cipriani – scrivono i tre – ha promesso una celere risposta entro la prima decade di questo mese. Attendiamo e, nel frattempo, pubblichiamo quanto richiesto per via Guido Rossa e, in particolare, per l'area di “Pallerone 2000”». Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli e Filippo Coppelli, di conseguenza, chiedono quanto segue: «Conoscere chi e a quale titolo abilitativo e da chi autorizzato, nel sito della ex “Pallerone 2000”, sposta e deposita terre. Se movimentazione e deposito di terre siano stati effettuati con le dovute precauzioni a tutela della salute dei cittadini. Che tipo di materiale è stato depositato e se sottoposto a certificati di provenienza, bonifica e vaglio. Se al Comune di Aulla siano state presentate richieste per uso di tale area e per quale attività, scopo e funzione».

Ancora: «Se la strada sterrata di accesso utilizzata dai mezzi pesanti per raggiungere l’area in oggetto è di proprietà del Comune o di privati. Se il Comune ha autorizzato il transito pesante, presente e futuro, per il raggiungimento dell’area in questione, nonostante vi sia un divieto di transito a tutti i mezzi. Se è pervenuta, presso gli uffici comunali, la richiesta da parte dei titolari della ditta Edil Tecnica srl o altri di acquisto della strada o della pertinenza di viabilità e quali sono le intenzioni dell’ente». La minoranza chiedei nfine «quali azioni saranno intraprese dall’amministrazione comunale per impedire che l’area diventi l’ulteriore discarica a cielo aperto, nel rispetto dell’incolumità della salute pubblica». —

Gianluca Uberti

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