Sicurezza
«In una classe di venti studenti metà in presenza e metà a casa»
PONTREMOLI. La risalita dei contagi preoccupa e molte Regioni stanno maturando dubbi e perplessità riguardo all’opportunità di riaprire le scuole. I dirigenti scolastici lunigianesi si stanno attrezzando ipotizzando diverse scelte, anche se il presidente Giani conferma la riapertura per il 7.
Afferma Lucia Baracchini, dirigente scolastica dell’istituto “Pacinotti-Belmesseri” che ha vari indirizzi di studio a Bagnone, Pontremoli, Aulla, Villafranca e Fivizzano: «Fino a ieri la situazione non era ancora ben definita – ci confessa la Baracchini – quindi ci stavamo organizzando per rendere operative due ipotesi: la prima (che ricalcherebbe la situazione prima dell’interruzione per le vacanze natalizie) con la presenza degli studenti solo per l’attività di laboratorio, la seconda con la presenza in sede del 50% degli studenti».
In caso di ipotesi più restrittiva si continuerà ad adottare, quindi, il metodo utilizzato negli ultimi giorni del 2020 con la sola attività laboratoriale in presenza, cercando di razionalizzare il più possibile la partecipazione fisica degli studenti: «Abbiamo ipotizzato, così come fatto nei mesi precedenti, che chi ha la frequenza, anche in caso di orario previsto di 4 ore di laboratorio e due di lezione in classe, svolga in realtà in quella giornata sei ore di laboratorio così da ottimizzare la presenza degli alunni». Discorso questo che riguarda il settore professionale per cui l’attività in laboratorio rappresenta uno dei principali momenti didattici: È evidente che per l’istituto Meccanico o quello Elettrico l’insegnamento pratico nel laboratorio è una delle componenti fondanti». Tanto che, da un punto di vista orario di presenze, per i vari indirizzi professionali non ci sarebbe una grandissima differenza anche se dovesse diventare operativa l’ipotesi del 50% di presenza.
Mentre invece ci sarebbe un cambio radicale in caso di ritorno in classe, sia pure parziale, per quanto concerne i professionali. Anche qui la dirigente sta studiando alcune novità: «Nei primi mesi abbiamo applicato il sistema di alternare le classi. Quindi, per fare un esempio, se la seconda era in presenza la terza restava a casa. Stavolta abbiamo deciso di applicare il 50% all’interno della stessa classe, pertanto in una classe di venti studenti, dieci sono in presenza e dieci collegati da casa. Abbiamo deciso di operare in questo modo sia per venire incontro a chi ha manifestato delle difficoltà nei collegamenti on line, sia per aiutare chi ha sofferto la didattica a distanza ed è rimasto un po’indietro».
Ma all’interno delle varie sezioni, saranno soprattutto le prime e le quinte che verranno privilegiate nell’ottica della presenza in istituto: «Per le prime perché hanno bisogno di socializzare con i compagni e di conoscere i professori e l’istituto, mentre le quinte perché è l’anno della maturità ed è quindi importante la presenza in classe». —
Riccardo Sordi
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