Sicurezza
Salvata dalla slavina, tra gli escursionisti anche alcuni di Massa
CAstiglione Garfagnana. È ancora comprensibilmente sotto choc la donna che il primo gennaio è stata investita dalla slavina a San Pellegrino in Alpe.
La donna, con un gruppo di altre sei persone di Massa e di Lucca che si occupano del rifugio il Pradaccio, stava appunto rientrando dalla struttura. Erano da poco passate le 14 quando il gruppo è stato tradito dalla neve fresca: dal pendio che stavano percorrendo si è staccata una slavina di circa 250 metri quadrati e alta mediamente mezzo metro, che ha investito la donna e sfiorato gli altri componenti del gruppo.
Poteva essere una tragedia, ma una serie di circostanze hanno fatto sì che quest’avventura si traducesse solo in un orribile ricordo. Trascinata dalla slavina la donna è scivolata lungo il pendio per una quarantina di metri, fortunatamente senza urtare pietre o altri corpi solidi. Ma soprattutto è riuscita a far spuntare fuori dalla neve un braccio, permettendo così a chi era con lei, tra cui il figlio, di individuare subito dove si trovava e di estrarla dalla massa nevosa (foto). Sconvolta, ma in condizioni tutto sommato buone. Poi il gruppo, in parte rientrato al rifugio e in parte rimasto sul posto, è stato recuperato dal Soccorso alpino e speleologico della Toscana.
L’episodio ha rappresentato uno dei momenti più difficili di un inizio di anno che, sul fronte neve, è stato terribile. La forte nevicata che ha investito la Valle tra il 31 dicembre e il primo gennaio, la stessa che ha tradito il gruppo a San Pellegrino, ha infatti provocato conseguenze pesanti per chi vive in montagna, tra strade chiuse, timori per la tenuta dei tetti (i vigili del fuoco anche ieri sono stati impegnati in verifiche a Sillano Giuncugnano) e, soprattutto, con intere comunità rimaste senza elettricità, a causa delle linee elettriche interrotte dalla caduta degli alberi sotto il peso della neve.
«Muraglioni di neve così alti non si vedevano da anni – racconta il sindaco di Castiglione Garfagnana Daniele Gaspari – la situazione resta sempre abbastanza preoccupante, anche se abbiamo provveduto a raggiungere le ultime case isolate e sta proseguendo la consegna dei generatori a chi è rimasto senza elettricità. Stare al buio e senza riscaldamento lo per un po’ si può sopportare, ma anche se si è abituati a vivere in ambienti difficili dopo un paio di giorni diventa dura. Ma a preoccupare è soprattutto quel che ci aspetta, viste le previsioni meteo». —
Luigi Spinosi
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