Il dolore
Caso Guerrini, la Corte d’appello gli è favorevole
Massa. La Corte d’Appello di Genova in sede civile ha ribaltato in gran parte la sentenza di primo grado nella annosa e delicata vicenda che mette di fronte da una parte Ivo Guerrini (foto) e la moglie Donella Madrigali, e dall’altra l’avvocato Silvio Manfredi, che fu il legale della coppia nei procedimenti successivi alla tragica morte del loro unico figlio e che poi ha intentato una serie di azioni (precetti in particolare) relative ai pagamenti dell’attività professionale svolta. Quelle azioni erano arrivate a una sentenza di primo grado in tribunale civile a Massa, e ora la novità è che le conclusioni a cui erano giunti i giudici del capoluogo di Massa, sono state ampiamente corrette – a favore in gran parte di Guerrini, come vedremo – in Corte d’Appello a Genova.
Le carte bollate reciproche negli anni hanno anche determinato un procedimento penale, nel quale l’avvocato Silvio Manfredi era finito imputato di estorsione sempre sulla base delle denunce di Guerrini. In sede penale, l’avvocato Manfredi è stato di recente assolto “perché il fatto non sussiste”, sulla base dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale. Nelle motivazioni di quell’assoluzione, si afferma che “emergono dubbi che impongono la decisione di assolvere l’imputato perché il fatto non sussiste, sebbene con la formula dubitativa”. Sempre di assoluzione si tratta, ma da queste motivazioni, e dalle conclusioni della Corte d’Appello di Genova in sede civile, Guerrini prende spunto per annunciare che impugnerà anche la sentenza penale.
Tornando ai giudici civili genovesi, gli stessi ripercorrono in oltre trenta pagine l’iter complesso di pagamenti, assegni, decreti ingiuntivi che negli anni hanno contraddistinto il burrascoso rapporto tra i Guerrini e l’avvocato. Alla fine, il procedimento – che fu impostato dall’avvocato dei Guerrini Franco Perfetti e ora seguito dal figlio Marco e dall’avvocato Davide Cariola – vede pendere la bilancia dei pagamenti decisamente dalla parte dei Guerrini. Il dettaglio? Molto complesso, come detto: ad esempio, al primo punto, si spiega che Ivo Guerrini “ha versato all'avv. Silvio Manfredi a titolo di acconto l'importo di € 18.620 e, per l'effetto, condanna l'Avv. Silvio Manfredi alla restituzione della predetta somma in favore di Ivo Guerrini, oltre interessi legali dalla domanda al saldo”. Non solo: la Corte d’Appello revoca “il decreto ingiuntivo n. 103/2013 e dichiara tenuta e condanna Donella Madrigali al pagamento in favore dell'Avv. Silvio Manfredi della minor somma di € 3.800, oltre interessi legali dalla messa in mora del 23/2/2012”. Altro punto chiave: “Condanna l'avv. Silvio Manfredi al risarcimento dei danni in favore di Guerrini Ivo in proprio e nella qualità di socio della società Socofin srl e della società Madrigali Donella snc, e Donella Madrigali, in proprio e nella qualità di liquidatrice della società Socofin s.r.l. e della società Madrigali Donella & C snc, danni che liquida nella misura complessiva di € 36.853, oltre al rimborso forfettario delle spese generali e oneri di legge sulla minor somma di € 31.313 (€ 4.163 per diritti e 27.150 per onorari), in valuta odierna, oltre interessi legali dalla presente sentenza, al saldo”. Di minori importi le cifre che i Guerrini devono pagare all’avvocato: 2.773,62 euro, oltre interessi e 1.939,10 euro. Vi è poi la compensazione delle spese legali con altri aggiustamenti. «In sostanza – sintetizza Guerrini – ci sono tre precetti del tutto revocati, un altro tagliato del 50%. Su un conto che mi era stato fatto di oltre 190mila euro, praticamente, tra i danni riconosciuti, e quanto bisogna versare, c’è una differenza di soli 5mila euro. Meritava, per quella cifra, tempestarmi di tutti quei precetti e costringermi a difendermi per 10 anni, io che ho avuto la disgrazia di perdere l’unico figlio? Comunque a questo punto non mi fermo: farò appello in sede penale rispetto alla sentenza di assoluzione, sarà il procuratore generale dottor Roberto Aiello a fare le sue valutazioni. Non mi arrendo di certo», conclude.
M.B.
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