Sicurezza
Balneari, rinnovate le concessioni al 2033
Il Comune di Carrara ha chiuso la fila, Montignoso e Massa avevano già predisposto le carte nei mesi precedenti
Massa-Carrara. Con la formalizzazione, avvenuta il 31 dicembre a Palazzo Civico di Carrara, della proroga delle concessioni balneari fino al 2033, alla presenza di tutti i gestori degli stabilimenti coinvolti, si è stabilizzata anche per l’ultimo comune della costa una situazione che stava mettendo in crisi tutti gli operatori dal 2006, anno in cui è stata emanata la direttiva europea 123 (conosciuta come Bolkestein) che escludeva il rinnovo automatico delle concessioni demaniali, a favore di una assegnazione tramite procedura di evidenza pubblica. Mentre i Paesi dell’Unione Europea procedevano a tutelarsi con leggi interne, l’Italia ha temporeggiato fino al 2018 quando, grazie alla legge di bilancio 145/2018, è stato stabilito che le concessioni venissero rinnovate automaticamente (agli stabilimenti provvisti ovviamente di tutte le caratteristiche idonee) per 15 anni. Nel frattempo c’è stato un passaggio di competenze legate al demanio alle Regioni, le quali hanno delegato i singoli Comuni a gestire la parte “amministrativa”.
Necessario quindi l’ulteriore passaggio burocratico con la validazione ufficiale della concessione, con un timbro e firma da parte dei tecnici comunali. «Noi siamo stati i primi a portare avanti le pratiche per i nostri bagni – spiega il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti – già più di un anno fa, appena uscita la legge. Dei 14 bagni della nostra costa, due hanno deciso addirittura di seguire la procedura di evidenza pubblica aggiudicandosi l’appalto per 20 anni». Stefania Frandi, presidente del sindacato balneari Sib Toscana, afferma che «le procedure sono state lunghe, specie per Comuni come Massa dove sono presenti più stabilimenti balneari, ma la situazione è proceduta speditamente in entrambi i Comuni». Il vicesindaco Andrea Cella dichiara con soddisfazione che su Massa le procedure si sono concluse, con la gradualità necessaria e senza intoppi: «Abbiamo fatto la delibera di giunta a luglio e la determina del dirigente a settembre. Il 10 dicembre c’è stata la riunione interlocutoria finale, con l’avvio delle ultime procedure burocratiche e da metà mese abbiamo iniziato con le singole firme che si sono concluse entro la fine dell’anno. Tutti coloro che hanno fatto istanza, producendo la necessaria documentazione, hanno ottenuto la vidimazione necessaria e sono solo una trentina che non l’hanno prodotta perché hanno seguito un iter parallelo su atti predisposti prima. Siamo rimasti in costante contatto con i rappresentanti di categoria e siamo soddisfatti di aver concluso questa procedura che comunque andava fatta, al più presto e senza particolare clamore in quanto si è trattato soltanto di applicare una legge già esistente». Grazie a questa “certificazione” tutti le concessioni demaniali marittime ad uso marittimo ricreativo hanno completato l’iter burocratico che permette di portare avanti fino al 2033 la propria attività, sulla quale hanno investito e creato aspettative. Se qualcosa potrà cambiare, come l’estensione o riduzione della concessione, dipenderà soltanto dallo Stato, la cui legge è sovrana rispetto alle delibere regionali e comunali.
Daniela Marzano
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