Proteste
«Servono controlli a tutti quei camion»
Nel mirino dell’associazione ambientalista il nodo sicurezza «Decine e decine di passaggi: chiediamo approfondimenti»
Carrara. Emanuela Biso, presidente di Italia Nostra Apuo-Lunense "L. Biso", in una nota si chiede: «Ponti e strade a rischio: quanto è a norma e quanto è sostenibile il transito continuo di camion cosiddetti eccezionali sui nostri ponti e sulle nostre strade? Il camion inquadrato nella foto (a corredo dell’articolo, ndr) trasporta nei due container 60 tonnellate di merce! Se aggiungiamo il peso dei container, del rimorchio, del camion stesso, ne scaturisce un peso enormemente eccezionale e, parimenti, enormemente pericoloso sia per la "salute" delle nostre infrastrutture sia per la sicurezza degli utenti tutti (automobilisti, ciclisti, motociclisti, pedoni)».
Secondo Italia Nosra, «I cosiddetti "trasporti eccezionali" per il trasporto del marmo (ora estesi anche al mondo del ferro/acciaio) iniziarono negli anni ‘90 del secolo scorso per consentire il trasferimento di blocchi di granito, di peso superiore alle 30 tonnellate (peso consentito sui camion normali), dal Porto di Marina di Carrara all'area retroportuale od ai vari depositi e segherie della Zona industriale apuana. Successivamente, si iniziò ad applicare "interpretazioni" più indulgenti della normativa, consentendo il carico di più colli della stessa tipologia di merce, anche se di peso singolo non eccezionale, per permettere un più veloce trasferimento della merce dalle banchine alla Zona industriale, con destinazione, quindi, immutata. Ancora successivamente, alcuni trasportatori chiesero autorizzazioni per rotte diverse da quelle locali, cioè per il Porto di La Spezia e per il Porto di Livorno, per esigenze episodiche quali la necessità di alleggerire il carico prima di entrare nel nostro scalo. Da queste premesse di violazioni sporadiche siamo arrivati a contare decine e decine di passaggi sul ponte del Parmignola, tra Marina di Carrara e Marinella, e sul ponte "del Mogol", sovrastante l'autostrada A1: camion carichi di container pieni di merci in direzione La Spezia. Di fronte a tale realtà - si aggiunge - riteniamo opportuno porre alcuni quesiti alle autorità competenti con l’invito ad affrontare e risolvere senza indugio il problema nell'interesse collettivo, senza compiacere alcuna categoria economica. Quanto è a norma che camion di tal fatta transitino in modo continuo sulle strade locali, in mezzo a centri abitati o altamente trafficati? Ci sono forse occhi che si "chiudono" per non vedere? Possono i ponti, attraversati tutti giorni da camion eccezionali, sopportare tali pesi? Le strade interessate sono provinciali o statali? Quali gli organi deputati al controllo? E quali le loro competenze?». «I numerosi ponti e viadotti crollati in molte parti d'Italia, lo stato precario di tante infrastrutture rendono inderogabile un approfondimento da parte delle Autorità competenti e delle Amministrazioni comunali, provinciali, regionali e nazionali. Certamente, questi pericoli viaggianti non sono più tollerabili. Pericoli viaggianti che transitano anche a velocità sostenute su arterie stradali molto trafficate, dense di rotatorie ancora più pericolose per i mezzi pesanti come quelli evidenziati nelle foto. I camion dovrebbero utilizzare - e molti già lo fanno - l'autostrada per raggiungere i porti piuttosto che intasare le strade locali; ma le società autostradali vietano il transito "regolare" a tali mezzi eccezionali e lo vietano perché pericolosi. Non aspettiamo la tragedia per agire», si conclude.
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