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Rapina con violenza, denunciati due giovani
Il 5 dicembre avevano rubato all’Esselunga in centro strattonando l’addetta alla sicurezza. Riconosciuti tramite i vestiti
carrara. Da semplici ladri a rapinatori, per la precisione accusati di rapina impropria, reato ben più grave del furto. È successo a due giovani che il 5 dicembre avevano rubato una serie di articoli - valore stimato di 70 euro - all’Esselunga in centro. Soltanto che al momento della fuga una dipendente si era frapposta tra loro e la porta ed era stata strattonata con violenza per farla togliere di mezzo. Poi i due si erano dileguati. Ma i carabinieri di Carrara li hanno ritrovati dopo una ventina di giorni d’indagini.
Ecco com’era andata nel supermercato. Il 5 dicembre scorso, nel supermercato del centro città, due giovani extracomunitari avevano rubato un paio di cuffiette, due powerbank per la ricarica dei cellulari e perfino un paio di calzini, in totale circa settanta euro di merce che dagli scaffali era finita direttamente nelle loro tasche, secondo il “classico” copione di questo genere di reati. Durante la fuga, però, i due avevano spintonato violentemente un’addetta alla sicurezza che aveva cercato di fermarli, perciò la loro posizione si era notevolmente aggravata.
Il primo a essere rintracciato è stato un giovane di 20 anni, quello che si definisce “un volto noto” delle forze dell’ordine. A fregarlo, oltre all’intuito degli investigatori, sono state le telecamere di sorveglianza che hanno ripreso l’intero furto.
Pochi minuti dopo il fatto i carabinieri del radiomobile, allertati dalla centrale operativa, in pochi minuti erano arrivati sul posto per raccogliere le prime notizie, seguiti dai colleghi del nucleo operativo, che insieme al maggiore Cristiano Marella, comandante della compagnia di Carrara. E lì hanno potuto immediatamente visionare il registrato delle telecamere a circuito chiuso
Oltre ai dettagli dei loro movimenti, i carabinieri a quel punto avevano ben chiaro l’abbigliamento dei due, un particolare che non si rivelerà secondario nell’indagine.
Nonostante entrambi avessero il volto coperto dalla mascherina, l’attenzione è caduto sul particolare cappellino con visiera indossato da uno dei due, nonché sui loro giubbotti e addirittura sulle scarpe. Tutti dettagli che gli investigatori hanno comunicato alle pattuglie che quotidianamente girano per la città.
L’esperienza e la confidenza con certi ambienti ha fatto il resto. Il vestiario del ventenne infatti è stato notato da alcuni investigatori, trovandolo riconducibile allo stesso. I suoi precedenti legati allo spaccio della droga lo avevano reso una faccia conosciuta.
Ottenuto un decreto di perquisizione dal pm Marco Mansi, gli uomini del nucleo operativo si sono presentati nella sua casa a Bonascola, dove hanno trovato i vestiti che il giovane indossava la sera della rapina al supermercato, compreso l’inconfondibile berrettino con visiera.
Poco prima i carabinieri avevano visto uscire dalla stessa abitazione un altro giovane tunisino, 23 anni, riconosciuto grazie ai vestiti come il complice. Dopo essere stato fermato, l’uomo ha ammesso le sue colpe.
Il giovane non ha negato nemmeno di avere strattonato la dipendente e per entrambi è scattata l’accusa di rapina impropria. —
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