Il Tirreno

il direttore Biselli 

«Situazione stabile Al Noa primi reparti già riconvertiti per malati no Covid»

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Massa. Giuliano Biselli, direttore del Noa, un sospiro di sollievo ancora non lo tira. Perchè che arrivi una terza ondata, né lui, né altri possono escluderlo. Certo riconosce che la situazione si sta lentamente normalizzando con una diminuzione importante degli accessi di pazienti positivi in pronto soccorso e - conseguentemente - di ricoveri nei reparti Covid.

Del resto a confermare la progressiva normalizzazione ci sono i dati di Regione e Asl che registrano un calo nel numero dei ricoverati: «Da due, tre settimane - il dottor Biselli sintetizza il concetto con i numeri - la situazione è stabile e in miglioramento con una media di uno o due accessi di pazienti positivi in pronto soccorso». Diminuiscono gli accessi e, parallelamente, i ricoveri: «Alcuni setting assistenziali (stecche di letti ndr) sono già stati riconvertiti». Posti destinati a pazienti Covid e tornati ora nella disponibilità di malati con altre patologie.

Rimane elevato, però, il numero di pazienti in terapia intensiva che ieri al Noa - stando ai dati forniti dall’azienda sanitaria toscana nord ovest - erano dodici: «Come si prevedeva - spiega Giuliano Biselli - il calo della terapia intensiva è più lento, ma dal prossimo weekend attendiamo una progressiva diminuizione anche in quel reparto».

Del resto letti di intensiva liberi significa capacità di sostenere - nel caso dovesse arrivare - la terza ondata. Intanto il Noa, per la seconda volta, torna lentamente a riacquistare la sua piena operatività. Conta sulla sua modularità e sulla capacità di strutturarsi in “setting”, blocchi di letti, adattandosi alle esigenze: «Ci auguriamo vivamente che non accada - premette Biselli - ma se dovesse arrivare la terza ondata, noi saremo pronti alla riconversione. La seconda ondata ha avuto un impatto devastante». E anche in questo caso , per dare la misura della forza dell’epidemia, Biselli chiama in aiuto i numeri: «Nei primi giorni di novembre, ci siamo trovati a far fronte a 40, 50 accessi di pazienti con sintomatologia Covid in un solo giorno. A quegli accessi hanno fatto seguito anche 30 ricoveri in una giornata. Nonostante quei numeri e un’endemia elavata nel nostro territorio, ce l’abbiamo fatta anche questa volta».

E Giuliano Biselli è certo che la sanità apuana abbia retto il botto grazie ad una logica di cooperazione e rete che definisce “fondamentale: «Le cure intermedie al vecchio ospedale di Massa e alla Don Gnocchi di Fivizzano e l’accoglienza di pazienti positivi all’ospedale di Pontremoli ci ha consentito di sostenere la seconda ondata, di farcela». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web