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«Pronti ad agire verso i responsabili se non dovessero provvedere»

D.C.
«Pronti ad agire verso i responsabili se non dovessero provvedere»

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MASSA-CARRARA. L’assessora Monia Monni ha risposto anche a domande sugli aspetti giuridici delle bonifiche. La recente sentenza del Tar di Firenze contro Edison Spa parla chiaro: la società è a tutti gli effetti erede di Montedison/Farmoplant e “(cor)responsabile” dell'inquinamento persistente nella falda sottostante l’area un tempo occupata dal suo stabilimento chimico a Massa. Visto che tale sentenza è già efficace, cosa intende fare la Regione per risalire alle altre industrie chimiche individuate come “(cor)responsabili” dell’inquinamento della falda Sin/Sir apuana? «Il procedimento Edison si inserisce nell’attività prevista dall'accordo di programma del 2016 che ha come finalità la progettazione degli interventi necessari alla rimozione dell'inquinamento presente nella falda del Sin/Sir. Il primo passo di tale progettazione, assieme alla conoscenza dello stato della falda sottostante alle aree da cui proviene la contaminazione, è, secondo il codice dell'ambiente, quello di individuare formalmente i responsabili dell’inquinamento ai quali spetta la rimozione del danno. La sentenza del Tar, pertanto, ha stabilito che deve essere Edison, per la sua parte, ad intervenire per rimuovere la contaminazione nell’area ex Farmoplant. Insieme al Ministero dell’Ambiente stiamo comunque predisponendo gli atti per agire in danno dei responsabili nel caso in cui Edison e gli altri soggetti individuati, non provvedano per quanto di loro competenza. A questo proposito, come Regione stiamo lavorando per il coinvolgimento di responsabili o proprietari delle altre tre aree (ex Ferroleghe, Syndial ed ex Italiana Coke) nell’azione di rimozione delle fonti di inquinamento. Così come ha fatto il Ministero dell’Ambiente nel procedimento contro Edison, abbiamo concluso il procedimento di individuazione su Ferroleghe, stiamo intervenendo su Syndial e abbiamo in programma di procedere in tempi celeri sull’area ex Italiana Coke, l’unica delle quattro collocata nel Sir».

Sarebbe possibile alla Regione avviare una richiesta di risarcimento per danni ambientali contro Edison Spa ed altre società riconosciute responsabili dell’inquinamento del Sin/Sir apuano, proprio come fatto di recedente dal Ministero dell'Ambiente per la discarica di Bussi sul Tirino?

«Chi inquina paga è il principio della disciplina ambientale europea. E noi ci atteniamo ad essa sia per gli interventi di bonifica che per il risarcimento del danno ambientale. Si tratta però di due aspetti ben distinti. Se il responsabile individuato non si attiva sulla bonifica, i lavori vengono fatti dalla pubblica amministrazione. Una volta scoperto il colpevole l’amministrazione si rivarrà su di esso e quest’ultimo dovrà sostenere integralmente i costi anticipati. Si vedrà inoltre le sue proprietà gravate dell’onere reale, praticamente un’ipoteca, pari all'aumentato valore che le stesse hanno ricevuto dall’intervento pubblico. La riparazione del danno ambientale e invece di esclusiva competenza del Ministero dell’Ambiente. Nel nostro caso l’area Sin e di competenza esclusiva del Ministero e il ruolo della Regione, pur importante in quanto a supporto dei territori, e quello di fornire tutti gli elementi utili. Un lavoro che stiamo facendo con diligenza e rapidità da quando ci siamo riappropriati delle competenze».D.C.

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