Il Tirreno

Aveva 73 anni 

La scomparsa del dottor Brancadoro

Sara Lavorini
La scomparsa del dottor Brancadoro

Aveva lavorato in ospedale, adesso era in pensione Il ricordo commosso di quanti lo hanno conosciuto e stimato

3 MINUTI DI LETTURA





Massa. Se n'è andato a settantatré anni il dottor Raffaele Brancadoro, stroncato dal terribile Covid-19.

Medico internista in pensione da diversi anni, era ricoverato da alcune settimane in terapia intensiva all'ospedale delle Apuane, e ieri il virus l'ha strappato per sempre all'affetto dei suoi cari.

Lascia nel dolore la compagna Mery, l'adorata sorella e tutti i suoi parenti ed amici.

Residente a Massa centro in Piazza Aranci nell’omonimo palazzo adiacente a palazzo comunale, era molto conosciuto in città perché la sua famiglia era stata proprietaria della catena di negozi "Brancadoro".

«Raffaele era un amico per me - ricorda il Dott. Carlo Ceccarelli - amava molto la sua professione ed era sempre pronto a lottare per il bene dei colleghi e dei pazienti. Abbiamo lavorato insieme per diversi anni nel vecchio ospedale di Massa, era molto disponibile con tutti i malati. Non si è mai risparmiato, credeva molto nella medicina. Specializzato nella cura delle displipidemie, è stato un grande studioso di queste patologie». Per molti anni il Dottor Brancadoro si è impegnato anche nell'attività sindacale in difesa del servizio sanitario nazionale pubblico. Il Covid-19 però, proprio nel giorno dell'inizio della vaccinazione, ha spento la sua vita. Il funerale si svolgerà nel Santuario della Madonna dei Quercioli, questa mattina alle ore 10.30. «Oggi è un giorno triste e strano - scrive sulla sua pagina Facebook Ernesto Manfredi, ex consigliere comunale di Massa - dietro all'euforia storica del vaccino anti Covid, destinato a riportarci nel tempo al mondo che conoscevamo e amavamo dopo mesi da incubo di paura e disperazione. Tutti rivedremo la luce in fondo al tunnel, ma la sorte si fa beffa di noi e ci riporta notizie terribili e dolorose. Tale è quella della scomparsa dell'amico fraterno Dott. Raffaele (Lele) Brancadoro. Lo ebbi a conoscere nel 1979 - ricorda Manfredi - quando io giovane infermiere appena assunto, fui assegnato alla Utic di Massa, allora aggregata alla 2 Medicina U/D diretta dal Prof. Biancalana e, lui giovane medico per fatalità assieme ad altri, tra cui il mio amico di scuola Dott Cesare Landucci, veniva anch'esso assunto dalla Asl 1. Con Lele si stabilì da subito un rapporto speciale, fatto di stima reciproca e affinità personale che è durato sempre anche dopo il nostro pensionamento. Mi ricordo le lunghe notti passate in Utic assieme e, gli stimoli avuti da lui per finire i miei studi Universitari in Biologia. La sua disponibilità nelle lunghe ore, magari di calma, davanti ai monitor a "sostituirmi" nel controllo dei parametri per permettermi di finire o iniziare una parte anche piccola di programma d'esame. È un dolore grande ed intimo - conclude - che mi colpisce direttamente il cuore e i sentimenti più profondi. Addio Lele, addio Cesare amici di una parte lunghissima della mia vita strappati alla vita e, agli affetti più cari da un virus vigliacco e assassino. Oggi c'è euforia ed entusiasmo per il vaccino, ma molte troppe vite tra cui le vostre, sono state strappate e sono state perdute prima che questo avvenisse ».Sara Lavorini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web