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La paura del virus frena i donatori, Sos dal gruppo Fratres

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mulazzo. «Il Covid non ha frenato il nostro lavoro». È un bilancio che non può prescidenre dal blocco causato dalla pandemia, quello tracciato dal presidente del Gruppo Fratres di Mulazzo, Luca Marchi. Il quale ringrazia i suoi volontari e lancia un appello ai donatori.

«Il 2020 sta finendo e lo ricorderemo per la gravosità e la drammaticità con cui è trascorso, per le limitazioni al vivere quotidiano, per aver modificato le nostre abitudini e averci privato dell’affetto di familiari e amici.

Il nostro Gruppo - spiega Marchi - ha perso importanti collaboratori e membri storici e abbiamo dovuto interrompere le consuete attività dell’associazione, come le sagre, la borsa di studio, la giornata di socializzazione per i disabili, Il pranzo sociale e la premiazione dei donatori, inoltre, sono stati rimandati al prossimo anno, con la speranza di poterli realizzare quanto prima e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza che saranno prescritti.

Il Covid non ha tuttavia frenato il nostro lavoro per la promozione della donazione e il vostro impegno ha consentito di mantenere nel corso dell’anno un numero di donazione in linea, quando non superiore, a quello dello scorso anno. È necessario proseguire nello sforzo anche in queste settimane, durante le quali abbiamo assistito, forse in ragione della nuova ondata di contagi, a un calo generalizzato delle donazioni, calo che rischia di compromettere le attività ospedaliere programmate e la gestione delle emergenze.

Il Gruppo ha voluto mostrare la vicinanza al territorio aderendo a raccolte fondi per l’acquisto di materiale per gli ospedali lunigianesi ed elargendo contributi ad alcune famiglie in difficoltà del nostro comune. Il consiglio direttivo inoltre ha deliberato l’acquisto di saturimetri che verranno consegnati alle famiglie dei donatori attivi e benemeriti come strenna natalizia. È sembrato opportuno destinare un solo saturimetro nel caso di famiglie con più donatori per ottenere la massima copertura. Chiediamo - conclude Marchi - il sostegno dei “nostri” donatori”. Ce n’è più che mai bisogno». —

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