Il Tirreno

Ambiente 

Bonifiche, gli impegni della nuova assessora Monni

David Chiappuella
Bonifiche, gli impegni della nuova assessora Monni

La titolare della delega regionale in un’intervista al Tirreno fa il punto: procedure complesse, ma attenzione massima e sapremo anticipare i tempi

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MASSA-CARRARA. La nuova assessora regionale all’ambiente Monia Monni ha risposto alle domande del “Tirreno” in merito all’inizio delle bonifiche vere e proprie delle aree Sin/Sir apuano, i cui terreni e falde risultano ancora pesantemente inquinati da 50 anni di industria chimica selvaggia.

Lo studio presentato da Sogesid Spa, società del Ministero dell’Ambiente, sulla falda Sin/Sir di Massa-Carrara conferma l’esistenza di diverse sorgenti di contaminazione ancora attive, le quali, oltre che i siti industriali dismessi, interessano anche le adiacenti aree residenziali, come ad esempio il massiccio inquinamento da cromo esavalente (cancerogeno riconosciuto) proveniente dall’area ex Ferroleghe di Carrara. Come intendono muoversi la Regione e gli altri enti competenti per scongiurare il grave pericolo che continua a gravare sull’ambiente e la salute della popolazione?

«L’unico modo che esiste per contenere le fonti di inquinamento individuate è quello di cercare di accelerare al massimo gli interventi. In questo senso l’aver costruito una mole di informazioni sulle fonti di contaminazione molto dettagliata ha consentito a Sogesid di lavorare alla predisposizione di progetti di bonifica della falda da sottoporre all’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente. Questa è la strada individuata, grazie agli studi condotti, per dare una soluzione al problema e per interrompere il progredire della contaminazione verso le aree circostanti. Bisogna ricordare che gli accordi di programma sottoscritti da Regione ed Enti Locali con il Ministero dell'Ambiente sono due, del valore complessivo di 25,5 milioni di euro. Abbiamo, infine, avviato un’attività di prevenzione dal punto di vista sanitario grazie ad un accordo sottoscritto nel corso del 2019. La nostra attenzione al problema è assoluta e sapremo anticipare il più possibile i tempi, ma è bene non dimenticare la complessità delle procedure di bonifica e le problematiche di un Sin e di un’area Sir molto estese e con proprietà frammentate».

Sempre nello studio Sogesid, si legge che, sebbene gli enti competenti abbiano richiesto da tempo l’attuazione di misure di contenimento dell’inquinamento della falda, alcuni siti apuani individuati come sorgenti di contaminazione «ad oggi risultano sprovvisti di tali sistemi e in alcuni casi anche la bonifica dei suoli non è stata ancora ultimata». La barriera idraulica presente nell’area ex Ferroleghe, in particolare, risulta inattiva dal 2011. Perché le istituzioni preposte non sono intervenute tempestivamente per imporre la messa in sicurezza di questi luoghi ed impedire che l’inquinamento si estendesse anche alle aree residenziali limitrofe?

«Il nostro impegno e volto ad accelerare l’azione di messa in sicurezza e di contenimento dell’inquinamento. E vogliamo farlo coinvolgendo i territori e gli enti locali. È questo il senso degli accordi di programma con i quali abbiamo gettato le basi per un’azione più efficace, considerato che tutti i soggetti interessati sono stati coinvolti, rendendo i territori maggiormente interessati. Ricordo anche però che la competenza della regia degli interventi nel Sin di Massa-Carrara è ministeriale e non regionale. Ad ogni modo, per quanto riguarda l’area ex Ferroleghe, sono in corso rapporti con la proprietà al fine di accelerare i tempi di intervento sia sul barrieramento idraulico, sia sui terreni».

Sogesid evidenzia anche che nell’area ex Italiana Coke di Carrara è già stata effettuata e certificata dalla Regione la bonifica dei terreni, ad eccezione dei lotti 1 e 7A. La falda del sito, tuttavia, mai risanata, risulta ancora pesantemente contaminata da benzene, toluene, etilbenzene e xilene (Btex), idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), idrocarburi, ammoniaca, ferro, manganese ed arsenico. Visto che l’area in questione è inclusa nel Sir, cosa intende fare la Regione per completarne la bonifica?

«La bonifica dei terreni e della falda viaggiano su strade parallele. La falda per definizione ignora i confini, i terreni invece li hanno e ben definiti. Pertanto l’intervento sulla falda non potrà che essere unitario e riguarderà sia il Sin che il Sir».

David Chiappuella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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