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Il volontario: la gente qui arriva con grande timore tanti hanno vergogna

Ivan Zambelli
Il volontario: la gente qui arriva con grande timore tanti hanno vergogna

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Ivan Zambelli

MASSA. Un pasto a chi non può permetterselo, anche durante le feste. Sono appena passati i tre giorni del Natale: giornate di grandi abbuffate, dove saltano le regole, si congelano le diete e si pasteggia anche con cibi ricercati. Ma non per tutti; infatti, se c’è un’Italia dei grandi pranzi dentro case addobbate a festa, ce n’è un’altra che tutto questo scintillio non può averlo, e che non ha neppure un letto dove dormire, una doccia dove lavarsi o un piatto di pasta da mangiare. Sono i cosiddetti “invisibili”, gli indigenti, persone che vivono un qualche tipo di difficoltà e che sbarcano il lunario grazie alla solidarietà di volontari e Caritas, come quella della Cervara a Massa, una onlus fondata da Don Giuseppe Cipollini, parroco della Madonna Pellegrina. Anche qui, ogni giorno, anche per le feste, vengono distribuiti regolarmente pasti: a Natale il menù era composto da ravioli al ragù, arrosto con patate, frutta; a Santo Stefano maccheroni al ragù, hamburger di manzo, verdure. Ed ovviamente pandoro o panettone, a seconda dei gusti. Certo, il Covid anche qui ha portato diverse novità: come raccontano i volontari del centro, i pasti giornalieri, che vengono dati da asporto, sono aumentati arrivando a coprire circa 45 giornalieri regolari; ma sono aumentati anche i pacchi di generi alimentari, da 80 a 100 nell’ultimo mese. Quest’ultimo è un dato che deve far riflettere: il pacco viene distribuito principalmente a famiglie, persone che hanno sì una casa, ma anche grosse difficoltà. Come spiega un volontario, «sono aumentati gli “insospettabili”, cioè quelle persone che, ad un primo sguardo, non si direbbero frequentatori delle mense della Caritas». Ma chi sono queste persone? «Qualcuno ha appena perso il lavoro, qualcun altro lavorava in nero; alcuni sono stagionali, altri anziani soli. Insomma, tutte quelle persone sopraffatte dalla crisi economica, ma che all’apparenza sembrano star bene». Queste persone si rivolgono alla caritas come extrema ratio perché, come fa notare un altro volontario, «in tanti si vergognano: della loro condizione, di essere visti. Per questi motivi arrivano verso la fine della distribuzione, o quando fa buio. Ma non devono temere nulla, perché non giudichiamo nessuno: puoi essere chiunque, ti daremo sempre da mangiare». Nonostante l'aumento delle povertà -volutamente al plurale, perché per i volontari non c'è solo quella economica-, aumentano anche le opere di bene da parte dei cittadini. «Dobbiamo ringraziare i tanti donatori che ci stanno dando una mano in questo momento difficile. Le gente sembra aver capito che ci sono sempre più persone in difficoltà, e ci stanno aiutando con donazioni in denaro o vere e proprie spese, spesso in forma anonima. É anche merito loro se per questo mese siamo riusciti a distribuire un secondo pacco straordinario». —

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