Il Tirreno

la storia 

“Viva il Vaticano, abbasso il Vaticano” una tradizione iniziata nell’Ottocento

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Le prime testimonianze di falò nella città di Pontremoli sono addirittura del ‘500 anche se la contrapposizione tra San Nicolò e San Geminiano è invece nata nella seconda metà dell‘800, quando tra le due parrocchie ci fu una disputa legata alle modalità di un’antica processione, con il Vaticano che diede ragione alla parrocchia di San Nicolò (per questo nel coro i fuochisti di San Nicolò cantano “viva il Vaticano” mentre, all’opposto, i sostenitori del patrono intonano “abbasso il Vaticano”). Da allora i due falò presero quindi una connotazione di sfida tra le due parrocchie. Una tradizione che, tra altri e bassi, è sempre rimasta viva e solo durante le due guerre mondiali i due falò non sono stati bruciati. Purtroppo anche nel 2021 c’è il rischio di una interruzione (sperando comunque nell’accensione di due simboliche pire), una pausa che, ne siamo sicuri, non fermerà comunque la passione dei fuochisti. R.S.

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