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Contributo di estrazione marmo, bocciata la mozione dei Cinque Stelle La Lega: legge regionale da cambiare

I.Z.
Contributo di estrazione marmo, bocciata la mozione dei Cinque Stelle La Lega: legge regionale da cambiare

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Massa. A conclusione del consiglio comunale, lunedì, è stata presentata una mozione del Movimento Cinque Stelle, poi bocciata, che impegnava il sindaco Francesco Persiani a chiedere alla Regione una modifica della legge 35/2015, eliminando il limite del 15% del valore di mercato come somma del contributo di estrazione e del canone concessorio.

Sulla mozione la Lega ha emanato un comunicato, nel quale si dice stupita dell’accettazione del Pd «che così facendo va contro alla dirigenza regionale che quella legge l'ha voluta. Da sempre sosteniamo che la 35/2015, che norma il settore estrattivo, è lacunosa e completamente da riscrivere. Ma non spetta al sindaco di Massa; la legge - scrive la Lega - è di competenza della giunta regionale ed è lì che bisogna portare avanti la battaglia per cambiarla, attraverso i gruppi politici in consiglio. Inoltre il limite del contributo di estrazione non è la sola modifica da fare alla legge, motivo per cui l'atto, presentato dai 5 Stelle è stato respinto dal consiglio comunale.

Il M5S come al solito predica bene a Massa, ma razzola male a Carrara dove governa: come mai la voce non la alza da lì, con il sindaco Francesco De Pasquale che invece resta muto? È forse più facile presentare due righe striminzite al consiglio massese tanto per farsi belli e potersi rivendere un po' di propaganda col proprio elettorato? Come Lega siamo attivi sull'argomento sia a livello locale che regionale, sebbene non possiamo vantare un consigliere regionale massese: lavoriamo di concerto con il gruppo Lega in regione per porre le nostre ragioni in merito alle modifiche di legge 35/2015. Se, come appreso oggi, anche il Partito Democratico massese è contrario alla legge fatta da lui stesso a Firenze che svegli dal torpore il consigliere regionale Giacomo Bugliani e ammetta pubblicamente che l'atto va cambiato, dandoci merito di aver sempre avuto ragione». —

I.Z.

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