Il Tirreno

lo scandalo accoglienza 

La Serinper non paga gli stipendi i lavoratori scendono in piazza

Manuela D’Angelo
La Serinper non paga gli stipendi i lavoratori scendono in piazza

I dipendenti (circa 100) della cooperativa travolta dall’inchiesta temono anche per il loro impiego  

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massa. Non bastava l’inchiesta che ha decapitato i vertici della loro azienda e gettato un’ombra di discredito anche sul loro lavoro. Adesso per i dipendenti della cooperativa Serinper , circa 100 lavoratori, c’è il problema dello stipendio che non arriva e di un futuro sempre più incerto.

I dipendenti non hanno ancora ricevuto lo stipendio del mese e non sanno come comportarsi, a chi rivolgersi, perché mancano i referenti della Serinper. Così, ieri mattina, una delegazione di dipendenti ha organizzato un’assemblea con i sindacati e tenuto una manifestazione-presidio in piazza Aranci.

«La gestione della assemblea è stata molto complicata – riferiscono i delegati di Cgil e Cisl, non capita tutti i giorni vedere le controparti (i vertici della cooperativa Serinper) agli arresti domiciliari con capi d’accusa pesantissimi. Dall'assemblea è emerso che alcuni fornitori hanno cominciato a sospendere l'invio di generi alimentari per sfamare gli ospiti delle strutture. Siamo stati ricevuti dal vice-prefetto al quale abbiamo chiesto di riferire al prefetto, rappresentante del Governo nella Provincia, la nostra richiesta di presa in carico della vicenda. Nello specifico volevamo sapere se e quando lavoratrici e lavoratori i di Serinper e delle altre società satellite riceveranno lo stipendio di novembre. Al momento, al di là delle notizie di corridoio, non abbiamo notizie formali di procure verso soggetti titolati a rappresentare la cooperativa e pertanto non possiamo fare altro che raccogliere le preoccupazioni dei dipendenti e portarle all'attenzione della politica e dei soggetti istituzionali che dovrebbero farsi carico dell'emergenza».

In piazza, mentre i rappresentanti sindacali salivano in prefettura per illustrare la situazione alle istituzioni, gli addetti di Serinper continuavano il presidio per rendere pubblica la loro difficile situazione. Poca, anzi nessuna voglia di parlare con la stampa, però, tra i manifestanti. «Non vogliamo apparire sui giornali, l’opinione pubblica, una parte di essa ci addita se non come responsabili dello scandalo dell’accoglienza come conniventi», dice a denti stretti uno dei manifestanti. Riferendosi al fatto che l’indagine della Procura di Massa non solo ha portato alla luce un (presunto) sistema di corruzione di pubblici ufficiali, ma anche situazioni (anche queste per ora solo presunte) di maltrattamenti e cattiva conduzione delle case famiglie.

E adesso la questione del lavoro. Dicono i sindacati: «Pare che l 'unica preoccupazione delle istituzioni sia sia di rimpallare le responsabilità. Tra poco sarà Natale e se nessuno ci aiuterà nella battaglia a difesa del lavoro, sarà un triste Natale per tutti, minori e dipendenti». —

Manuela D’Angelo

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