Toscana
Isr dentro al consorzio Zia? La Regione boccia l’idea
L’assessore Marras parla chiaro: non è comunque una mossa da fare adesso La replica di Dino Sodini (presidente Cciaa): la nostra proposta ha molti vantaggi
carrara. «L’istituto studi della Camera di commercio non può stare nel consorzio Zia» per l’assessore all’economia della Regione Toscana, Leonardo Marras, ma da Dino Sodini arriva la replica: «Fateci prima presentare i progetti». L'assessore regionale interviene sul futuro dell’Istituto studi e ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara. La soluzione, dice Marras, non può essere quella di farlo confluire nel Consorzio zona industriale apuana. Un'opzione, di cui avevamo scritto, e che aveva spiegato il “past president” dell'ente camerale apuano Dino Sodini nei giorni scorsi, complice la Camera di Commercio di Massa Carrara in attesa dell'accorpamento con Lucca e Pisa (voluto dalla legge Madia).
La Regione
]«Non ho parlato con Sodini negli ultimi giorni, tanto meno dell’Istituto studi e ricerche – spiega Marras –. Non dubito in alcun modo della professionalità dei suoi addetti (cinque, ndc) né dell’importanza che riveste per il territorio; mi hanno chiesto cosa pensassi della possibilità di acquisizione dell’istituto da parte del Consorzio Zia e ho semplicemente sostenuto che la soluzione potrebbe essere quella adottata dalla Camera di Commercio di Pisa attraverso la sua fondazione, che tra le attività racchiude anche ricerca ed elaborazione dei dati economici e sociali». E aggiunge: «Il consorzio Zia ha passato tante vicissitudini, di cui ho conosciuto soltanto gli ultimi risvolti e ho gestito, anche nel mio precedente ruolo in Consiglio regionale, alcune soluzioni che hanno sempre beneficiato del sostegno finanziario da parte della Regione Toscana. Nel tempo non sono mancate critiche dal territorio alla gestione del Consorzio per non aver colto gli obiettivi primari dello sviluppo dell’area industriale e per i problemi di tenuta economico patrimoniale, così come non sono mancate difficoltà nell’ottenimento di fondi per risanare e dare nuovo impulso al Consorzio». «Per questo – sottolinea –, prima di avventurarsi in altre funzioni, credo che il Consorzio debba pensare a sviluppare la sua attività principale: occuparsi della zona industriale». Poi l'assessore Marras prima fa notare la presenza di Irpet e poi chiosa: «C’è da chiedersi il motivo per cui la Camera di commercio di Massa e Carrara, ora in fase di accorpamento, non abbia pensato prima a risolvere una questione come questa che appare urgente soltanto ora da postuma».
La replica
«Dobbiamo avere la possibilità di presentare bene il progetto che in realtà ha molti vantaggi che non sembrano essere raccolti dall'assessore. Innanzitutto quelli operativi. È vero che il Consorzio Zia è stato risanato, ma sulla carta (la previsione della legge regionale). Le nuove funzioni, in particolare quella di attrazione degli investimenti, andranno attuate e per far questo ci vuole personale e competente che conosca bene il territorio imprenditoriale e le sue caratteristiche socio-economiche. Sono 20 anni che Isr fa ricerche socio economiche a tutto campo, ma fa anche approfondimenti per Comuni e imprese richiedenti di analisi per i loro atti di programmazione territoriale ed economica. Tale attività è fondamentale per promuovere un territorio e l'insediamento di nuove imprese, che andranno assistite e guidate nelle loro scelte “insediative”», rimarca Sodini che poi dettaglia: «Sotto il profilo delle risorse finanziarie alla Regione non viene chiesto un euro in più di quanto la stessa Regione ha previsto già nel proprio bilancio pluriennale. Le risorse sono quelle già stanziate che si aggiungono a quelle degli enti locali e a quelle rilevanti della Camera di Commercio. Impegno sostenibile nel tempo, perché questi stessi enti sono già presenti nella compagine dell'azienda speciale e da 20 anni ne seguono la gestione e i risultati». E conclude Sodini, non prima di invocare la convocazione di un tavolo ad hoc: «La Camera non si è mossa tardi. La Camera e gli enti hanno affrontato la questione nei tempi approvando già prima dell'estate gli atti per questa integrazione...». —
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