Gioco
Ex polverificio, venduti undici lotti messi all’asta nell’area di Pallerone
AULLA. Dell'ex polverificio militare di Pallerone di Aulla, nelle cui immediate vicinanze si staglia la mega discarica della ex Cjmeco, si parla parecchio da più di un ventennio, almeno dal 1997, anno in cui si costituì “Pallerone 2000”, società a responsabilità limitata che aveva come missione quella di preparare, letteralmente, il terreno alla reindustrializzazione dell’ex polverificio della frazione aullese.
Una reindustrializzazione che ha prodotto ben poco fino al fallimento della srl, decretato il 30 settembre dello scorso anno. A riportare d'attualità la "Pallerone 2000" è stato proprio ieri l'ex consigliere comunale Paolo Sordi: «In questi giorni è andato all'asta il complesso della società Pallerone duemila nell'omonima frazione presso l'ex stabilimento (il polverificio). Chi si è aggiudicato l'asta?», chiedeva l'esponente politico di sinistra.
In base alle informazioni raccolte dal Tirreno, il Tribunale fallimentare di Massa ha messo all'asta tredici lotti dell'ex polverificio di Pallerone: di questi ne sono stati venduti undici. La destinazione d'uso dell'area è commerciale-produttiva, pur essendovi un vincolo della Sovrintendenza. Da sottolineare, inoltre, che nell'area opera la Med Link srl, società tedesco-australiana che porta avanti, dal 2010, una attività di asciugatura e vagliatura di sabbie da taglio.
Ricordiamo che, nell'agosto 2018, il Tar, Tribunale amministrativo Regionale della Toscana aveva stabilito, con un decreto, il diritto del Comune di Aulla a ottenere dalla "Pallerone 2000" il pagamento di 1,4 milioni di euro (1.434.378,14 per la precisione) oltre che degli interessi al tasso legale dal 18 novembre 2014 all'effettivo pagamento ed oltre alle spese di procedura.
Nel decreto i giudici amministrativi avevano osservato che dai documenti prodotti dall’Amministrazione comunale ricorrente emergeva un credito nei confronti della "Pallerone 2000" di € 1.434.378,14, corrispondente all'importo dei lavori non ancora realizzati e che "Pallerone 2000" si era impegnata a pagare. Si faceva anche presente che il Comune di Aulla, con provvedimento in data 18 novembre 2014, chiedeva alla medesima tale somma oltre al risarcimento degli eventuali ulteriori danni. — G. U.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
