Gioco
Picchiò e violentò la sua ex convivente: condannato
Quattro anni e due mesi per un uomo di 37 anni, il pm ne aveva chiesti sei e otto mesi. Spaccò il naso al figlio minorenne della donna
CARRARA.L’incubo di una donna e di suo figlio trova fine dopo le denunce nei confronti dell’ex convivente che in più di un’occasione la picchiò e la violentò. Il giudice Dario Berrino (in foto) ha riconosciuto l’uomo di 37 anni colpevole di maltrattamenti contro familiari, violenza sessuale e lesioni personali e lo ha condannato a quattro anni e due mesi di carcere. L’iniziale richiesta del pm Marco Mansi era invece di sei anni e otto mesi di pena.
Quello che viene fuori dalle testimonianze della donna in aula e dalle molteplici denunce presentate ai carabinieri di Carrara, è un quadro terribile.
La violenza era il sottofondo di questa relazione, se così si vuole chiamarla, dove l’idea dell’uomo era di potere sottomettere, anche fisicamente, la compagna. Costringendola a rapporti sessuali, molestandola, imponendole i suoi desideri. E con la volontà di schiacciare qualsiasi cosa si frapponesse a questo andazzo, anche con la violenza. Si vedrà come ne ha fatto le spese il figlio, allora minorenne, della donna.
Il maltrattante agiva come se non avesse limiti. Chiamava la convivente anche trenta volta al giorno. Le telefonava per assicurarsi che fosse in casa, perché senza il suo permesso lei non doveva uscire.
E poi gli insulti e le minacce di morte, continui, resi ancora più terrificanti da una predisposizione abituale all’utilizzo della violenza.
A ogni litigio, persino il più pretestuoso, la risposta erano schiaffi e pugni, tentativi di strozzarla. Mentre la donna temeva sempre più che quelle minacce di morte si sarebbero concretizzate prima o poi. Una volta le tirò un pugno alla tempia, poi le infilò un dito nell’occhio causandole un travaso di sangue .
E poi le molestie, le mani che si allungavano a toccarla nelle parti intime nonostante lei non volesse. Spesso davanti a estranei. Spesso davanti al figlio minorenne. In un’occasione le disse che doveva andare in bagno con lui. Al suo rifiuto prima gli schiaffi, poi un tentativo di strozzarla. Nel frattempo la toccava ovunque, dicendo che se avesse rifiutato l’avrebbe ammazzata. E così la costrinse ad andare nella stanza dove la violentò.
In un’altra occasione invece fu il figlio a subire la violenza dell’uomo: lo acchiappò per i capelli, scaraventandolo sulla scrivania causandogli la frattura del naso e dello zigomo. L’uomo, difeso dagli avvocati Riccardo Balatri ed Elisabetta Borri, dovrà pagare una provisionale di 3500 euro alla donna e di 1750 al figlio. La vittima è rappresentata dall’avvocato Alessio Menconi. —
Libero Red Dolce
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