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La toga, i fiori e una foto in bianco e nero È l’ultimo saluto a Paola Dell’Amico

La toga, i fiori e una foto in bianco e nero È l’ultimo saluto a Paola Dell’Amico

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Massa. La toga, i fiori e una foto in bianco e nero che coglieva comunque tutti “i colori” di Paola. I suoi intensissimi occhi azzurri, così chiari da sembrare trasparenti, i capelli biondi. Riccioli e ribelli. A ricordare il suo impegno, la sua combattività, sempre a fianco dei più deboli.

Ieri in molti hanno detto addio a Paola Dell’Amico, avvocatessa, già membro dell’osservatorio nazionale sul diritto di famiglia, attivista del Partito repubblicano. 61 anni, un amore immenso per la professione e per la famiglia, se n’è andata, sconfitta da un male che non le ha concesso neppure la speranza di potercela fare, nonostante una delicatissima operazione chirurgica cui Paola si era sottoposta lo scorso anno. Lascia suo figlio Paolo, la nuora, le sue amate nipotine, lascia le sorelle Elisabetta e Francesca, i suoi genitori. E tantissimi amici e amiche, colleghe che la conoscevano da anni, che con lei avevano combattuto importanti battaglie , sempre vicino ai più deboli, ai minori, alle donne.

Ieri molti, silenziosi, senza neppure la consolazione dell’abbraccio, l’hanno accompagnata dalla Don Gnocchi, dove era ricoverata da 4 mesi, molti l’ hanno aspettanta davanti alla chiesa del Corpus Domini di Villette, hanno atteso che arrivi. Per dirle ciao un’ultima volta.

Avvocatessa dal 1991, esperta di diritto di famiglia, tra le fondatrici del Centro Donna, Paola era anche membro dell’esecutivo e della direzione della sezione “Giuseppe Mazzini” del Pri. Collega e amica, molti la ricordano con enorme affetto: «Paola era una persona solare, altruista e gentili con tutti. Era una professionista eccellente e - sono le parole della collega Manuela Aiazzi - soprattutto era una donna leale e molto umana. Una bellissima donna che amava molto lo sport, fece attività anche a livello agonistico da ragazza. Era per me una collega molto stimata, con cui ho avuto il piacere di lavorare». Alla famiglia di Paola Dell’Amico si è stretto tutto l’ordine degli avvocati, il partito repubblicano che lei, responsabile anche del tesseramento, aveva continuato a frequentare nonostante la malattia e le tantissime persone che hanno lavorato o collaborato con lei, che l’hanno conosciuta e apprezzata per le doti umane e professionali che la contraddistinguevano.—

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di Redazione web