Il Tirreno

vacanze in tempo di coronavirus 

E per il settore turismo è il record negativo Perse 300mila presenze

L.B.
E per il settore turismo è il record negativo Perse 300mila presenze

Gli arrivi attorrno a meno 35% In grande sofferenza soprattutto l’alberghiero In Lunigiana meno 77% di stranieri durante l’estate

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carrara. Turismo apuano 2020: «Sotto al milione di presenze, il record storico negativo».

Le percezioni estive, gli umori e i primi dati frutto delle prenotazioni si traducono nel titolo del Rapporto Economia Intermedio della provincia per il 2020: «La peggiore stagione estiva di sempre. Non si salva nessuno».

Nel rapporto steso dalla Commercio di Massa Carrara e dell'Istituto di Studi e Ricerche presentato ieri, le pagine dedicate al turismo partono, ovviamente, dal calo «sostanzioso», come d'altronde «era lecito attendersi», prendendo in prestito le parole dei ricercatori. I dati che riguardano i mesi che vanno da gennaio a settembre raccontano di un «bilancio turistico molto pesante a livello provinciale»: gli arrivi segnano un meno35 per cento e le presenze un meno 28 per cento, rispetto all'anno precedente. Su tutti spicca il numero delle presenze straniere, già certificato dagli operatori proprio nelle settimane estive, come abbiamo documentato: meno 64 per cento (quelle italiane si fermano a un meno 17 per cento). «Alla luce di questi dati, la nostra provincia rischierà di chiudere l’anno abbondantemente al di sotto del milione di presenze, record storico negativo, in quanto rispetto al 2019 (anno che, si ricorda, è stato comunque non positivo), mancheranno all’appello almeno 300mila presenze e circa 100 mila arrivi», confermano nel Rapporto.

E allora si va dal meno 38 per cento per gli alberghi al meno 22 per cento in termini di presenze per gli “esercizi complementari”, con un “più”, in questo caso, solo per le “locazioni turistiche” per le presenze a Montignoso (che generalmente segna un meno 20 per cento sulle presenze). Questi i dati aggregati. Spulciando ancora le percentuali, il Comune di Massa fa da capofila alla tendenza (determina il 76 per cento delle presenze del territorio, specificano) con il meno26 per cento delle presenze; un dato “gemello” alla vicina Carrara. Per Massa il dato si traduce in un meno 38 per cento nel settore alberghiero con le presenze italiane che frenano a un meno18 per cento, mentre quelle straniere toccano un meno 65 per cento. A Carrara l'alberghiero arriva a un meno44 per cento anche se, fanno notare nel rapporto, da «un paio d’anni non rappresenta più, nella città del marmo, il comparto più rappresentativo, soppiantato dalle strutture complementari» che tuttavia perdono il 21 per cento. Anche la Lunigiana non sorride, con i pernottamenti «letteralmente dimezzati rispetto ai primi 9 mesi del 2019 (meno 47 per cento)»; dimezzati quasi nel settore alberghiero (-49 per cento, per la precisione; meno 46 per cento per gli “esercizi complementari”) e con la voce più consistente rappresentata da un meno 77 per cento di presenze stranieri. In coda però la presidentessa di Federalberghi Costa apuana, Sabrina Giannetti (che ha seguito la conferenza) lancia un messaggio di ottimismo per il futuro: «C'era la paura di un andamento peggiore rispetto a quanto effettivamente accaduto. Per il turismo ci sarà la ripresa», commenta. —

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