Gioco
«Se ora studio e lavoro lo devo anche a loro»
massa-carrara
Ha un nome esotico e una voce fresca. «Ma ho anche una storia difficile alle spalle».
La famiglia biologica lontana da quando aveva 9 anni, poi una famiglia affidataria fino ai 17, quando è stata portata ai Numeri Primi di Aulla.
Anche nella testimonianza di Yuraima Tasselli, come in quella di Romina, si ritrovano «perplessità e delusione». «Conosco bene Tamara Pucciarelli, Enrico Benassi e Alessio Zoppi. Quando ho compiuto 18 anni, nel 2018, ho scelto io di restare nel gruppo appartamento gestito da Casa Ciampi. Ho chiesto al giudice di poter restare con loro fino a 21 anni. In un certo senso mi hanno salvato la vita».
Si spieghi meglio. «Quando sono arrivata ad Aulla ero spaesata, arrabbiata. Ho avuto delle forti crisi d’ansia. Mi ricordo che in una, furente con Benassi, lo colpii con due ceffoni. Lui stette immobile, lasciò che mi calmassi. Personalmente mi sono stati d’aiuto. Se ora studio e lavoro lo devo anche a loro».
Riguardo alle manovre di contenimento anche questa seconda ragazza che ci ha contattato nega di aver visto gesti violenti da parte degli operatori nei confronti dei ragazzi: «Anzi, a volte erano gli operatori che avrebbero avuto bisogno di aiuto con ragazzi particolarmente aggressivi.
Sono dispiaciuta - conclude - di quanto sta succedendo. Non commento la parte amministrativa, dico che mi dispiace per i ragazzi, che meriterebbero più tranquillità intorno a loro». —
t.g.
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