Il Tirreno

Scandalo accoglienza, la Cgil: «Non si faccia come con le Rsa, la politica trovi soluzioni»

Libero Red Dolce
Scandalo accoglienza, la Cgil: «Non si faccia come con le Rsa, la politica trovi soluzioni»

Duro il sindacato sulla vicenda Serinper: un fallimento della classe politica, già incapace di gestire i contagi nelle strutture per anziani

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MASSA. La più dura condanna alla gestione della politica apuana sul tema dell’inchiesta “accoglienza” arriva dalla Cgil, sia da parte della segreteria confederale che da quello di Funzione Pubblica che dello Spi (pensionati). Ed è un richiamo, soprattutto, alle responsabilità rispetto ai soggetti deboli: lavoratori e lavoratrici nonché ospiti delle varie strutture.

Il sindacato parte da un altro tema caldo legato al sociale, cioè l’allarmante situazione delle Rsa di fronte alla pandemia da Covid-19. «Lo scandalo Serinper è un ulteriore dimostrazione del fallimento di buona parte della classe politica della provincia di Massa Carrara, con i dovuti distinguo del caso in base alle accuse mosse. Lo avevamo già visto con la fase Covid: i politici della lunigiana e della costa non hanno speso una parola sul tema delle Rsa, dove è stata e continua ad essere una strage, pur avendo competenza diretta sul tema, mentre si sono subito prodigati alla ricerca di un posto da direttore per gestire gli ospedali di Pontremoli e Fivizzano. Silenti quando dovrebbero svolgere il ruolo in situazioni delicate, ma attivissimi quando il sistema chiama».

«Abbiamo letto dichiarazioni dovute ma di basso contenuto, mentre chiediamo risposta ad una serie di domande concrete: vi pare normale che in questo momento le strutture continuino ad essere gestite da una cooperativa i cui vertici sono agli arresti domiciliari con capi d accusa pesantissimi? Gli educatori e le educatrici stanno continuando a lavorare senza una direzione, in totale autonomia e senza sapere cosa accadrà in futuro. Riceveranno lo stipendio?», continuano.

La Cgil esprime le sue preoccupazioni riguardo ai lavoratori. «In questi giorni i dipendenti provano vergogna e vengono accusati di essere responsabili di fatti ignobili; chi tutelerà i dipendenti onesti che hanno svolto il loro lavoro con coscienza? I propri datori di lavoro che sono ai domiciliari? Chi interverrà per mettere fine ad una pratica illecita, la somministrazione di farmaci sedativi da parte di semplici operatori, che va avanti da anni poiché quelle erano le indicazioni dei dirigenti sotto minaccia di licenziamento? Chi garantirà la tutela dei bambini che si stanno ritrovando in dinamiche allucinanti loro malgrado? Vi immaginate cosa possono aver provato madri e figli quando è arrivata a Casa Ciampi una autoambulanza che avrebbe dovuto portali via senza sapere la destinazione? E quando è scaturita la diatriba tra chi aveva ordine di farli salire e le operatrici che non ne sapevano nulla, con i bambini “oggetto” del contendere?». Una serie di domande che coinvolgono le istituzioni prima che l’indagine. «Se è vero che i reati contestati devono essere accertati dalla magistratura, è altrettanto vero che il regime di monopolio creatosi ha delle responsabilità politiche innegabili».

La richiesta ai sindaci è di individuare qualcuno che subentri nella gestione. «Se è vero che si è giunti a questa condizione perché anziché pensare alla tutela dei minori il sistema era concentrato sul malaffare attraverso assunzioni in cambio di favori e mancati controlli chi si è macchiato di tali illeciti dovrebbe innanzitutto dimettersi dal ruolo istituzionale ricoperto. La nostra provincia ha necessità di una azione politica sana e adeguata, che sia in grado di affrontare situazioni di forte crisi. Attendiamo fiduciosi che la magistratura faccia il suo corso, ma nel frattempo chiediamo un intervento fin da subito da parte dei sindaci affinché si facciano carico della situazione e trovino una soluzione pratica che permetta di sostituire temporaneamente il soggetto gestore dei centri e di garantire ai bambini ed alle madri la giusta cura e serenità». —


 

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