Il Tirreno

i veleni della zona industriale 

Bonifiche non fatte, c’è un esposto alla procura

DAVID CHIAPPUELLA
Bonifiche non fatte, c’è un esposto alla procura

Comitati civici e associazioni ambientaliste si rivolgono alla magistratura dopo il report di Sogesid. «Rischi ancora elevati»

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CARRARA

I membri del coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (Ccadbr) hanno inviato un esposto alla procura di Massa, esprimendo le loro preoccupazioni sull’elevato inquinamento chimico persistente nel Sin/Sir apuano, dovuto agli insediamenti industriali succedutisi nel corso dei decenni ed ancora in attesa di essere bonificato. L’iniziativa dei comitati è partita dopo la lettura dello studio sulla “Caratterizzazione ambientale e modellazione del flusso di falda e trasporto degli inquinanti nel Sin/Sir di Massa-Carrara finalizzata alla definizione degli interventi di bonifica”, presentato da Sogesid Spa, società del ministero dell’Ambiente .

“L’approfondito e dettagliato lavoro di ricerca delle sostanze chimiche di questi ultimi anni, -scrive il Coordinamento Ccadbr - realizzato dalla Sogesid, insieme ad Arpat, Ispra e Regione, è stato indubbiamente importante e ci ha fatto intravedere anche la possibilità di individuare le responsabilità di coloro che a vari livelli hanno creato questo scempio ambientale. La riprova - continuano gli ambientalisti- è stata la recente condanna storica emessa in primo grado dal Tar di Firenze nei confronti della Edison Spa (ex Montedison/Farmoplant), che ha dato ragione alle istituzioni, paradossalmente citate in tribunale dalla multinazionale, perché nel 2018, dopo ben 32 anni dalla chiusura della Farmoplant, essa non avrebbe inteso ottemperare ad un’ordinanza del ministero dell’Ambiente».

La richiesta dei comitati e associazioni ambientaliste «è che si mettano in sicurezza immediata le aree che possono costituire un’ulteriore fonte di inquinamento attivo per le falde, nonché per la popolazione residente». I cittadini, inoltre, si augurano che arrivino presto i risultati dello studio epidemiologico di coorte sul Sin/Sir, richiesto, oltre che dal Ccadbr, anche dalla rete delle “Magliette bianche italiane”, così da poter mettere in relazione gli inquinanti e le patologie presenti in specifiche porzioni di territorio, nello specifico quello di Massa-Carrara e risalire ai responsabili dell’inquinamento, ottenendo un giusto risarcimento del danno. «Copia dell’esposto, -riferisce il Ccadbr- oltre che al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è stata inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alle altre autorità competenti». —

DAVID CHIAPPUELLA

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