Il Tirreno

parla uno dei figli dei coniugi ciampi 

«Fa male veder infangata la memoria dei miei genitori»

«Fa male veder infangata la memoria dei miei genitori»

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Francesco Ciampi quella casa l’ha vista nascere. Troppo piccolo per occuparsene, ha ancora in mente l’impegno costante di nonna Rina. Per dare vita ad un centro di accoglienza rivolto alle donne fragili, per rendere quel centro approdo sicuro, per garantire alle giovani ospiti non solo un luogo in cui poter vivere, ma anche un progetto di rinascita, una possibilità di riscatto. Adesso pensare che la casa che porta il nome dei suoi genitori, scomparsi nel 1999 in un incidente, sia associata a maltrattamenti, a offese, per Francesco è un dolore.

Nè lui, nè i suoi due fratelli - ci tiene a dirlo - hanno alcun ruolo nella gestione di Casa Ciampi. Non è loro l’immobile, non sono loro a gestirlo. C’è invece un rapporto che è quello della memoria, quella memoria che adesso Francesco sente offesa perché quel centro porta il nome di suo padre Mario e di sua madre Patrizia Brondi: «La giustizia farà il suo corso e accerterà se ci siano stati reati, ma quello di cui sento parlare in questi giorni offende la memoria dei miei genitori a cui la casa è dedicata. Mia nonna è stata per anni nel direttivo dell’associazione che si occupava del centro (prima del passaggio a Serinper). Per la Casa e per le ragazze che ha ospitato, spesso giovani, sole, straniere e vittime di violenza, mia nonna Rina Andriolo ha dato la vita. Fino a defilarsi progressivamente da una gestione che non sentiva più vicina alla sua sensibilità. Mio padre e mia madre erano conosciutissimi in città, hanno fatto del bene a molti, ai più deboli. Mio padre è uno dei fondatori del centro aiuto alla vita e sua madre, nonna Rina, ha fatto di tutto per portare avanti la sua missione. Se n’è andata a luglio, ma tutto quello che sta accadendo l’avrebbe uccisa, offesa nell’animo. Noi con il centro non centriamo nulla, ma chiediamo che non si infanghi la memoria di due persone come i miei genitori, sempre dalla parte dei deboli». —

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