Gioco
Le sbagliano il tipo di tampone l’odissea di una giovane donna
carrara
«Sbagliato il tipo di tampone, e l’Ufficio igiene mi ha negato il certificato di guarigione».
È un’odissea quella vissuta da una professionista carrarina, di 35 anni. Una traversia che lei stessa racconta, non senza nascondere l’amarezza. «L’Asl ha erroneamente eseguito un tampone antigenico rapido, contrariamente alla prescrizione medica effettuata dal mio medico curante di un tampone molecolare, con la causale specifica “fine isolamento”. Ho iniziato ad avere i primi sintomi il 7 novembre - spiega - Essendo sabato ho atteso il lunedì per contattare il medico di base, che mi ha prescritto un molecolare. Nei giorni scorsi infatti ero entrata in contatto con persone positive. A mezzanotte, come suggeritomi dal dottore, mi sono collegata al sito della Regione e sono riuscita a prenotare un tampone per l’11 novembre. Ho saputo di essere positiva il 14. Nel pomeriggio sono stata contattata dal personale addetto ad eseguire il tracciamento, il quale dopo avermi notificato la comunicazione di isolamento domiciliare e analogo provvedimento di quarantena per le persone con me conviventi, mi ha spiegato alcune modalità operative tra cui la necessità di effettuare una separata raccolta dei rifiuti. Da quel momento in poi non ho più avuto alcun tipo di contatto telefonico con il personale Asl e in particolare con l’Ufficio Igiene e, visti i giorni trascorsi, d’accordo con il mio medico curante ho deciso di sottopormi a nuovo tampone molecolare il 25 novembre. Sempre da sola sul sito della Regione».
Ha poi avuto il risultato solo il 3 dicembre. «Sono una libera professionista, con il passare dei giorni non avendo alcuna notizia ho deciso di contattare il centro analisi per sapere almeno l’esito del tampone,ma purtroppo sono venuta a sapere di essere ancora positiva a bassa carica. Avendo urgenza di rientrare a lavoro il mio medico mi prescrive un terzo tampone a distanza di 7 giorni. Mi è stato fissato l’appuntamento per il 2 dicembre ad Avenza».
Nessuna risposta nei giorni seguenti. Amareggiata per la lunghezza dei tempi di comunicazione e per le difficoltà burocratiche Casini manda una pec all’Asl e all’Urp di Massa Carrara. Finalmente lunedì 7 dicembre, a distanza di un mese esatto dall’inizio dell’isolamento, viene ricontatta. «Con sorpresa scopro che l’Asl ha effettuato un test rapido antigenico sul materiale prelevatomi in occasione dell’ultimo tampone (il risultato verrà pubblicato solo il 9 dicembre)), anziché un molecolare per “fine isolamento” così come correttamente richiesto dal mio medico, e il predetto Ufficio Igiene non può rilasciarmi il certificato di guarigione, nonostante io sia risultata negativa!». Il lieto fine, se così si può dire, c’è solo perché essendo in isolamento da più di 21 giorni Casini ha la possibilità di ottenere il certificato di positività a lungo termine. —
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