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le norme sulle cave 

«Marmo, un regolamento a favore dei concessionari»

«Marmo, un regolamento a favore dei concessionari»

Legambiente stigmatizza il mancato coinvolgimento nella stesura del protocollo che controlla l’attività degli agri marmiferi

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montignoso

Poco coraggio. Se sono state recepite le linee guida, d’altro canto si è dimostrato poco coraggio nella direzione del controllo e nella regolamentazione sostenibile dell’attività estrattiva.

Legambiente Massa & Montignoso non le manda a dire dietro. La posizione dell’associazione dopo l’approvazione del regolamento Agri Marmiferi è piuttosto caustica. A partire dalla premessa: “Il direttivo del Circolo non è stato coinvolto”. “Nè noi né la cittadinanza o i portatori d’interesse (associazioni ambientaliste e cittadini)”, così come previsto dalla normativa.

“Il Circolo non è stato chiamato in causa, ma solo invitato successivamente alla presentazione di un documento già scritto. Detto questo, accogliamo l'invito del sindaco, che si è detto aperto alle nostre osservazioni, a rivedere completamente alcuni punti. Notiamo - prosegue l’associazione - che vengono premiati i concessionari per la lavorazione in loco in una modalità che avvantaggia esclusivamente gli stessi concessionari. Il concetto stesso di lavorazione in loco in base alle diverse tipologie di prodotto risulta essere troppo vago, aperto a diverse interpretabilità. Riteniamo che sia necessario che tale concetto non debba essere interpretabile. Così come riteniamo inaccettabile l'estensione di concessioni a partire da minime percentuali di lavorazione in loco”.

Nel regolamento si mettono come condizioni per partecipare ai bandi per le concessioni “eventuali certificazioni che qualificano il processo produttivo, la gestione ambientale e sociale dell’impresa”. Per affidare le concessioni Legambiente chiede che le ditte siano in possesso delle certificazioni ambientali e sociali interessate: Sa 8000, ISO 14001, ecc. e che queste siano un criterio indispensabile per ottenere la concessione.

In merito all’articolo 18, comma 3 chiediamo che venga previsto anche l’eventuale danno ambientale come fattore per imporre la rimozione degli scarti di lavorazione”.

Legambiente rigetta in toto l’articolo 19 del regolamento in quanto “è evidente che l’attività di ripristino maschera un ulteriore attività estrattiva”. Si prevede inoltre all'art. 22 comma 6 di sostituire l'Osservatorio del Marmo dello Statuto Comunale (art.62) con il Comitato del distretto Apuano -Versiliese perchè coincidenti. Consideriamo questa intenzione assolutamente dannosa perché gli attori protagonisti dei 2 “osservatori” dovrebbero essere diversi: l'Osservatorio con la presenza delle associazioni ambientaliste e di cittadinanza che difenda l'interesse pubblico mentre il Comitato potrebbe essere esclusivamente rappresentato da categorie di interesse privato.

Non è accettabile questa possibilità”. —

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