Italia
I primi 65 anni dell’Avis: storie e immagini in un libro
Presentato il volume che racconta oltre mezzo secolo della città e dell’associazione Verrà distribuito ai donatori alla sede di Carrara e al Noa
carrara
Sessantacinque anni di Avis a Carrara: un libro sulla storia dell'associazione dei volontari del sangue (e della città). È stato presentato ieri mattina a palazzo civico – con il sindaco Francesco De Pasquale – il volumeo fotografico che verrà distribuito a tutti i donatori da oggi (venerdì) presso il Centro trasfusionale dell'Ospedale delle Apuane (Noa) a Massa e presso la sede della sezione Avis di Carrara, che è in via Monterosso 1.
L'associazione, ricordano, «è una delle realtà più presenti sul territorio, con il proprio impegno sociale nel portare il messaggio di dono e di solidarietà alla cittadinanza attiva. Il 2020 è stato un anno difficile e pieno di insidie, ma Avis non si è fermata, mandando avanti i progetti iniziati e creandone di nuovi». E così quest’anno per il 65esimo anniversario dalla fondazione, per festeggiare questo importante traguardo, la sezione carrarese di Avis ha realizzato un libro fotografico. L'opera contiene foto dal 1955 fino a oggi, attraversando di fatto i 65 anni di storia non solo dell’associazione, ma della città stessa ed è stato realizzato da una giovane volontaria del Gruppo Giovani, Aurora Otto.
«Vogliamo mostrare come Avis Carrara sia sempre stata vicina alla città e come sia parte del tessuto sociale in essa. Dal 1955 Avis ha sempre organizzato eventi ed è sempre stata vicina alla comunità, non solo dei donatori, ma anche di quelle persone che considerano Avis Carrara come un punto di riferimento e un buon esempio da seguire. Grazie all'aiuto di molti donatori che hanno spedito foto e testimonianze abbiamo potuto ricostruire la nostra storia», spiega l’autrice del libro-fotografico. «Chiunque abbia altre foto e testimonianze collegate alla nostra associazione può mandarcele, come Avis guardiamo sempre avanti e siamo pronti a nuove sfide e a progetti futuri», dice il presidente dell’associazione Nicola Baruffi. —
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