Il Tirreno

Tutti in silenzio nel primo interrogatorio

Libero Red Dolce

Di fronte al gip sfilano i tre dirigenti di Serinper e l’ex responsabile Suap Marcelli. Benassi: «Ho piena fiducia nei magistrati»

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Ci sono le prime parole di un dirigente di Serinper, nello specifico Enrico Benassi, dopo lo scoppio della bufera sulla sua cooperativa. Parole di prassi: «Ho assoluta fiducia nella magistratura». Non arriva a rispondere a una seconda domanda, sulle sue responsabilità. I carabinieri di scorta gli indicano le scale daimboccare e scompaiono insieme a lui nella pancia del tribunale.

Per il resto non risponde nessuno alle domande della giudice Marta Baldasseroni, perché i quattro che sono comparsi ieri mattina nell’ambito dell’inchiesta “Accoglienza” si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tutti, senza nessuna eccezione. Era il turno dei tre amministratori della Serinper Enrico Benassi, Tamara Pucciarelli e Alessio Zoppi. E dell’ex responsabile del Suap per i comuni della Lunigiana Mauro Marcelli.

Arrivano dai domiciliari e accedono al palazzo ognuno scortato da una coppia di carabinieri. Uno per volta, in ordine, accedono nella stanza del gip. Ad attenderli c’è la giudice Baldasseroni. Nel banco di fianco a quello dove si posizionano con i rispettivi avvocati invece c’è la sostituto procuratrice Alessia Iacopini. La magistrata che ha coordinato l’indagine.

In ogni caso il rituale si dipana in poche mosse, ripetute per quattro volte. L’imputato entra, si accomoda, resta non più di cinque minuti all’interno dell’aula. Sono gli avvocati ad annunciare alla giudice che i loro assistiti intendono avvalersi della facoltà di non rispondere.

Un esito atteso a dire la verità per la giornata di oggi. Finora gli avvocati hanno avuto in mano una parte, numericamente poco significativa, di quello che è il totale dei faldoni accumulati.

Per capire la mole di lavoro che dovranno affrontare si pensi che si tratta di un’indagine andata avanti per anni. Nel 2017 infatti sono partiti i primi accertamenti. E che è composta di denunce e di una gran mole d’intercettazioni che nel corso degli anni si sono accumulate.

Dunque non parlano ancora neppure gli avvocati che erano presenti ieri mattina in tribunale. Zoppi, Pucciarelli e Benassi si sono affidati a Riccardo Lenzetti. E la risposta è una: «Aspettiamo le carte, poi dovremo valutarle per stabilire che cosa c’è dentro. A quel punto avremo un’idea delle contestazioni e dei fatti». Lo stesso leit motiv lo ripete anche Luca Pietrini, insieme a Gianpaolo Carabelli difensore di Mauro Marcelli. «Non ho ancora visto la documentazione. Sono sordomuto per ora», liquida con una battuta i giornalisti.

All’esterno dell’aula, una volta compiuto il veloce rituale degli interrogatori, nemmeno la pm Iacopini aggiunge nulla al lavoro fin qui fatto. «Non ho nulla da dire», risponde quando le si chiede se l’indagine si sta allargando e se ci sono altre persone coinvolte, oltre ai 22 indagati, tra i quali otto persone che hanno ricevuto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Oggi è un’altra giornata di testimonianze. Altre quattro persone compariranno di fronte alla giudice per l’interrogatorio di garanzia. Ma è probabile che il silenzio si allunghi. —

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di Redazione web