Gioco
Asl: dagli operatori nessuna segnalazione
La dirigente dei servizi sociali: le strutture sono operative, per ora non sono previsti trasferimenti dei piccoli
Massa
Ieri mattina la dottoressa Laura Brizzi, dirigente ai servizi sociali dell’Asl Toscana Nord Ovest, ha convocato tutti i suoi operatori. Nessuno negli anni passati ha denunciato situazioni preoccupanti o anomale nelle strutture a gestione Serimper e nessuno lo ha fatto ieri: «Hanno ribadito - spiega la dottoressa - di non aver verificato situazioni particolari». L’unica segnalazione su una struttura Serimper risale al 2019: «Durante la visita ad un minore, l’operatore non era riuscito ad entrare nella camera del bambino. Aveva incontrato il piccolo e visitato gli altri ambienti, ma non la camera e lo aveva fatto presente». Nessuna segnalazione rilevante, quindi, nonostante - assicura la dottoressa Brizzi - tutti i controlli previsti dalla normativa in materia.
Nessuna segnalazione e, al momento, nessun trasferimento per gli ospiti delle strutture gestite da Serimper: «Siamo andati a verificare l’operatività - spiega la dottoressa Brizzi - stanno tutte lavorando, il personale è operativo. Al momento non stiamo predisponendo alcun trasferimento in altre case, trasferimento che in ogni caso dovrebbe essere disposto dai tribunali per i minori competenti. Non dimentichiamo poi che uno spostamento - aggiunge la dottoressa - potrebbe avere effetti destabilizzanti sul minore».
Di verificare la piena operatività dei centri Serimper si è fatto carico anche il prefetto Claudio Ventrice a cui ha chiesto un interessamento pure il presidente della provincia Gianni Lorenzetti: «Sulle strutture che ospitano i minori non c’è una competenza diretta della Prefettura, ma ho ritenuto importante attivarmi comunque, nell’immediato, accertandomi che i servizi ai minori fossero regolarmente garantiti e chiedendo ai sindaci dei comuni in cui sorgono le strutture di fornirmi una relazione dettaglia sugli ospiti e sui centri».
Materia complicatissima quella dell’accoglienza non soltanto perché riguarda soggetti “fragili”, spesso minori, ma anche perché le competenze non sempre hanno confini netti. Nei 10 distretti presenti nell’ambito di sua competenza, l’Asl - per chiarire - gestisce direttamente i percorsi socio assistenziali in sei. Li gestisce in Lunigiana, ma non a Massa e Carrara. Anche dove la gestione diretta non c’è, però, la Asl mantiene un ruolo centrale, “braccio operativo” degli enti comunali. Se è il Comune a rilasciare la necessaria autorizzazione alle strutture che operano sul suo territorio, è la commissione di vigilanza dell’Asl, da “esperta”, che fa i controlli preliminari per verificare il rispetto dei requisiti organizzativi, strutturali e professionali. È la stessa commissione Asl a svolgere controlli annuali, “a sorpresa” nelle strutture che accolgono i minori per poi relazionare al Comune. Non solo, l’Asl, se richiesto, può diventare consulente tecnico dei Nas, competenti a fare verifiche in quel tipo di struttura. E gli operatori dell’azienda sanitaria si occupano anche di verificare il rispetto dei progetti assistenziali personalizzati dei minori.
Certo il panorama è variegato perchè accanto a strutture per cui l’autorizzazione è obbligatoria, ci sono strutture che aprono le porte con una semplice Scia (quindi meno soggette a controlli): in Lunigiana la Serimper - per chiarire - ha un centro aperto con Scia e uno con autorizzazione. Poi ci sono pure strutture sanitarie, come la “Numeri Complessi”, per cui serve l’accreditamento regionale. Un mondo articolato, quindi. Ma nessuna segnalazione rilevante emersa da Asl . —
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