Il Tirreno

La cronaca 

Una seduta consiliare monstre condizionata dai blackout

Ivan Zambelli

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Massa

Tantissimi emendamenti hanno accompagnato l’ultimo consiglio comunale, facendolo arrivare alla durata monstre di 17 ore. Persino il maltempo si è messo di mezzo, mandando in momentaneo blackout le case dei consiglieri, e persino la sede del comune, con conseguente caduta del collegamento della presidenza del consiglio e del sindaco. Ne è seguito un siparietto simpatico, che ha aiutato quantomeno a distendere gli animi, fino a quel punto molto tesi. Infatti, il grosso delle ore sono state dedicate alla montagna di emendamenti presentati, circa 80. La prima sera, come avevamo già scritto, in quattro ore solo dieci erano stati discussi; in quell’occasione era stata concordata la sospensione dei lavori intorno alla mezzanotte e mezzo, e forse anche temendo un infinito protrarsi nei giorni a seguire, la maggioranza ha voluto procedere con una discussione no stop, senza pause, anche a costo di fare le ore piccole, come poi è successo. Ma non si è trattato di un semplice atto di forza, come ha specificato nel corso del consiglio il sindaco: «Questo Regolamento scadeva il 31 dicembre dell’anno scorso, è una necessità urgentissima per il territorio, visto che comporta entrate erariali che finora sono mancate alle casse del comune. Non si può più aspettare». Le prime avvisaglie di problemi tecnici sono arrivate in seguito al primo blackout, allorché ad alcuni consiglieri di minoranza continuava a mancare il collegamento, compresi gli stessi proponenti di emendamenti. A porsi la domanda è stato Gabriele Carioli del Pd che, dicendosi in difficoltà nel discutere la proposta di un assente, ha sollevato dubbi sulla legittimità di tutto il procedimento, anche se poi è stato rassicurato dal sindaco Francesco Persiani: «Sono in contatto con il responsabile della protezione civile. Al momento non risultano blackout nella città, per cui non ci sono elementi per dimostrare impedimenti oggettivi»; ed anche il segretario ha specificato la liceità nell’esaminare questo tipo di proposte. Ma i problemi sono continuati: le costanti interruzioni, le richieste di chiarimenti e i fatti personali hanno accompagnato gran parte dei lavori, tanto da far sbottare il primo cittadino, che ha paventato un esposto al prefetto per interruzione di servizio pubblico. «Vogliono bloccare i lavori, è palese a tutti. Andiamo avanti, questo ostruzionismo non porta da nessuna parte, questa non è ne politica ne amministrazione» ha aggiunto il presidente Benedetti. Solo un altro crash del sistema ha imposto il ritorno della calma. verso le cinque del mattino, quando il consigliere Paolo Menchini ha riproposto la sospensione della seduta, il sindaco pur rifiutando ha riconosciuto l’ottimo lavoro del gruppo pentastellato. Infatti, sono stati loro a presentare il maggior numero di emendamenti, alcuni dei quali sono stati pure accolti, in virtù della maggiore armonicità che restituivano a questo o quell’articolo, ed anche perché nel testo non ancora emendato c’era qualche refuso, contraddizione, che avrebbe potuto comportare delle controversie.Ivan Zambelli

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