Toscana
Carrara, una cava contesta 1.300 euro di Tari
La Bettogli Marmi srl si è rivolta alla Commissione tributaria dopo gli accertamenti che sta effettuando al monte il Comune
carrara
Una presunta irregolarità nel pagamento della Tari. L’ufficio tributi del Comune contesta, a seguito di controlli, a una ditta di escavazione al monte 1.300 euro di cartella.
L’azienda risponde con un ricorso alla Commissione tributaria.
Un nuovo capitolo, e forse potremmo essere solo all’inizio, del braccio di ferro fra amministrazione e industriali del marmo di cui questa contestazione potrebbe essere solo la “causa pilota”.
Ma, procediamo con ordine.
Alla guerra di carte bollate, fra Comune e imprenditori delle cave eravamo già abituati. Il braccio di ferro, sulla tassazione e sulla tracciabilità, va avanti ormai da tempo, a suon di ricorsi, fra aziende e palazzo civico.
Ma quella che emerge in questa ultima ora è sempre una “guerra” ma più che di carte bollate è giusto parlare di cartelle delle tasse. Nella fattispecie quella della spazzatura (la Tari) che una cava si è vista recapitare. E per quela ha presentato ricorso presso la commissione tributaria. Il Comune, dal canto suo si è costituito per ribattere alla contestazione.
Tutto nasce nell’ambito dei controlli avviati dall'amministrazione De Pasquale in riferimento all'imponibilità Tari delle ditte di escavazione.
Da questi controlli, eseguiti nei mesi scorsi, sono emerse alcune irregolarità che sono state contestate quindi dall'Ufficio tributi.
La contestazione finita al centro della “guerra di cartelle” è di 1.300 euro ed è stata elevata alla Bettogli Marmi srl.
L’azienda a fronte della contestazione non ci ha messo tempo di mezzo e (assistita dal dottor Ugo Tolaini) ha fatto ricorso presso l'ente competente ovvero la Commissione tributaria.
Il Comune, come abbiamo già spiegato, si è costituito per ribattere alla contestazione. Insomma un nuovo scontro, questa volta non in tribunale ma in seno alla Commissione tributaria.
Intanto, lo ricordiamo, sono quasi cinquanta i ricorsi al Tar della Toscana contro piazza II Giugno: dal regolamento degli agri marmiferi alle tariffe. Una pioggia di “carte bollate” indirizzate a palazzo civico da varie imprese del settore. Sulla vicenda si erano espressi anche i sindacati. «Anni di concertazione a livello regionale e – quando ci chiamano – a livello comunale o di distretto lapideo e poi “fatta la festa gabbato lo santo”, nel senso che preso quello che si poteva prendere a livello di trattativa, poi, un minuto dopo, si è ripartiti con le cause come se niente fosse, per la felicità “professionale” di un bel gruppetto di legali sempre più specializzati in merito».
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Alessandra vivoli
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