Gioco
L’Arpat, in mare scatta l’allarme per il mercurio
La specie monitorata è stato il pesce calamita A Marina di Carrara eccedenze di benzo(a)pirene
MASSA-CARRARA
«Nel 2019 il 100% dei corpi idrici (della costa toscana, ndc) ha valori superiori ai limiti nel biota (pesce, ndc) per almeno un inquinante». Tale percentuale, rispetto al 2018, «è rimasta invariata». Lo si legge nel nono “Annuario dei dati ambientali della Toscana”, pubblicato da Arpat. La specie monitorata dall’Agenzia è stata soprattutto il Chelon ramada (pesce calamita), che presenta in tutta la regione concentrazioni superiori ai limiti stabiliti dalla legge per il mercurio, elemento tossico per l’uomo e l’ambiente. «Le analisi per determinare la presenza di mercurio nei pesci -scrive Arpat- hanno evidenziato una situazione di bioaccumulo di questo metallo lungo tutta la costa, con superamenti dello standard ambientale in tutte le stazioni campionate». Ciò ha comportato il mancato conseguimento dello stato chimico “buono” per tutti i corpi idrici marino-costieri della Toscana. Nelle acque costiere di Marina di Carrara sono state riscontrate anche eccedenze di benzo(a)pirene, la più cancerogena fra le sostanze presenti nelle polveri che si formano in tutti i processi di combustione. Sulle spiagge di Massa-Carrara, inoltre, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di due tartarughe Caretta carretta e di altrettanti delfini tursiopi. Lo stato ecologico della costa apuo-versiliese, invece, ossia quello degli organismi biologici nelle acque, appare “elevato”, come in quasi tutta la riviera toscana. Le cose vanno bene anche per la qualità delle aree di balneazione (costiere ed interne) della regione, espressa sulla base delle analisi di 2 indicatori microbiologici di contaminazione fecale (escherichia coli ed enterococchi intestinali), effettuate nelle ultime 4 stagioni. «La qualità delle aree di balneazione nel 2019 -sostiene l’Agenzia- si è mantenuta ad un livello “eccellente” con quasi il 97% delle aree (262 su 274) e oltre il 99% dei km di costa controllati che si colloca in questa classe, sostanzialmente stabile rispetto al 2018, confermando il miglioramento significativo rispetto al quadriennio precedente 2014-17 (93% delle aree)».
A Massa, nel 2019, su totale di 13,2 km di aree di balneazione, 11 di esse risultano di livello “eccellente”. Altre 7 figurano invece “in classe Eccellente che non hanno avuto alcun valore superiore ai limiti normativi nelle stagioni 2016-2019”. Il numero delle zone appartenenti a questo secondo gruppo è riportato da Arpat in una colonna contrassegnata da una stella. Carrara, su 1,7 km balneabili, ha 3 aree in classe “eccellente” semplice ed altrettante con la stella. A Montignoso (0,8 km) ci sono 2 aree “eccellenti”, ma nessuna “stellata”. I campionamenti sono stati 80 a Massa, 20 a Carrara e 16 a Montignoso. Gli sforamenti emergono solo nei valori degli Escherichia coli. Risultano fuori norma 9 campioni a Massa (5 aree, per un totale di 7,12 km), 1 a Carrara (1 area di 0,07 km) e 2 a Montignoso (2 aree). Passando ad analizzare la situazione dei corsi d’acqua apuani, occorre registrare il miglioramento dello stato ecologico del Frigido, che nel 2019 appare “buono”, dopo essere stato “sufficiente” nel triennio precedente. Quello del “Carrione monte”, invece, sufficiente nel 2016-2018, risulta ora “scarso”. Anche per quanto riguarda lo stato chimico, i due fiumi hanno seguito le stesse dinamiche. Nel 2016-2018 quello del Frigido era “non buono” e adesso “buono”, mentre al Carrione è successo esattamente l’opposto. Lo stato ecologico dei fiumi lunigianesi (Aulella, Rosaro, Bardine, Verde, Magra, Moriccio-Gordana, Taverone, Caprio, Geriola e Bagnone 2), tra 2016 e 2019, è stato sempre “sufficiente/buono”. Nello stesso periodo anche il loro stato chimico risulta “buono”, eccetto quello del torrente Verde di Pontremoli, oggi “non buono”.
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