Gioco
«Il ponte è riaperto ma tanti negozi non riapriranno...»
Carrara
Incassi dimezzati, ritardi evitabili e negozi che forse non riapriranno più. Queste le conseguenze secondo alcuni cittadini e commercianti (unite al Covid), della chiusura al traffico del ponte di via Gino Menconi, riaperto al traffico nella mattinata di venerdì. Ne è certo Nando Guadagni, presidente sì di Confesercenti, ma in questo caso titolare del negozio di calzature Gidò, proprio a ridosso del ponte: «Hanno riaperto ma ci sono ancora le barriere che coprono le attività come la mia. Tra Covid e ponte i commercianti di questa zona di Avenza hanno avuto un danno enorme, con un calo del fatturato del cinquanta per cento, in alcuni casi anche maggiore, perché c’è stata anche la chiusura di tre mesi del lockdown. I bilanci sono in rosso e non arrivano gli aiuti, per qualcuno sarà difficile riaprire visto che le spese e le utenze si devono pagare. Una crisi che investe tutta l’Italia, ma per noi appesantita dalla chiusura della strada. Sicuramente partiranno molte promozioni perché per affrontare le spese abbiamo bisogno di liquidità». Per Claudio Poletti cittadino e membro del comitato di vigilanza sul ponte non ci sono dubbi: «I tempi si sono prolungati perché è mancata la coordinazione – dice – tra la regione e la ditta, tra i progettisti e le utenze. A distanza di 3 anni dall’approvazione di questo progetto è mancata la coordinazione. Ecco il perché di oltre un mese di ritardo sulla chiusura del cantiere, ad oggi Telecom non ha terminato il lavoro. Per fortuna che gli operai della ditta sapevano cosa fare e hanno lavorato benissimo. Mi domando solo perché nessuno abbia preso il toro per le corna. È vero che il progetto è regionale, ma la regione lavorava in casa nostra. Qualcuno dell’amministrazione doveva sorvegliare il cantiere. L’unica che si è spesa per il ponte, accettando i nostri consigli di abbellimento, è stata l’assessore Sarah Scaletti». Di un clima di sfiducia generale parla il cantautore Renzo Cantarelli: «I ritardi e le incongruenze – dice – hanno creato per i commercianti un danno superiore alle aspettative. Qualcuno non riaprirà più. Un danno su cui l’amministrazione dovrebbe riflettere e vedere su cosa lavorare per rimediare e recuperare il dialogo con questa parte di cittadini che ormai vivono nella sfiducia generale. Devono arrivare aiuti concreti». Sulla questione interviene anche il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia: «Il ponte riapre ma non c’è stato alcun controllo sul cantiere– scrive fra l’altro Cesare Micheloni – addirittura ci sono ancora i cartelli che indicano la chiusura del ponte, nonostante sia aperto. In quella zona è ancora tutto buio pesto e alla prima pioggia l’asfalto è già venuto via. Vorremmo anche sapere quando toglieranno i new jersey del ponte, o li lasceranno? Tolgono viabilità e sono pericolosi. Ancora una volta l’amministrazione non è stata capace di verificare i lavori».
Alessandra Poggi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
