Gioco
«Il regolamento non è a favore degli imprenditori»
Agri marmiferi, il sindaco rivendica i maggiori introiti e i controlli svolti, emendamenti e critiche dalla minoranza
Massa
Prosegue l’iter del tanto agognato Regolamento degli agri marmiferi, atteso da 93 anni, non senza intoppi, dovuti alla moltitudine di emendamenti e a certi comportamenti. Giovedì pomeriggio fino a notte inoltrata si è tenuta la prima parte del lungo dibattito consiliare che partorirà il suddetto regolamento, base normativa per la gestione del settore lapideo, ieri notte era previsto l’approdo definitivo.
«Questo regolamento è equilibrato nei principi, nei valori, rappresenta tutte le realtà che ruotano attorno agli agri e tiene conto della tutela ambientale, del lavoro e delle sorgenti d’acqua, la viabilità, il controllo e la vigilanza in cava. Non ultimo anche della giusta ed equa compensazione nei confronti della cittadinanza e della collettività tutta» ha detto il sindaco Persiani, al termine della lunga relazione nella quale ha sintetizzato la storia recente e passata, l’iter dei lavori e gli aspetti significativi. A fargli eco sono stati anche i consiglieri di maggioranza, i quali hanno elogiato a vario modo questo o quell’aspetto, la bontà e l’imparzialità del Regolamento. Per Filippo Frugoli della Lega si tratta di una «via di mezzo tra gli estremi imprenditoriali ed ambientalisti, una soluzione equilibrata», e sempre dal suo partito Luca Guadagnucci, uno dei protagonisti del rinvio del dicembre dell’anno scorso, ha invece sottolineato la severità delle sanzioni, «bastano 4 blocchi non chippati per far decadere la concessione», e la scelta mirata di dare importanza alla qualità anziché alla quantità nella filiera locale; infatti, a seconda della durata della concessione si dovrà lavorare una certa percentuale di materiale nel territorio: un conto è lavorare derivati, un contro materiali da taglio, con tutte le ricadute economiche del caso. Parole di apprezzamento sono arrivate anche da Alessandro Amorese dei Fratelli d'Italia, che ha difeso il percorso partecipato, inedito e non ideologico, dalle rimostranze delle opposizioni.
Infatti, il Regolamento è stato giudicato «scarno di obiettivi, con poco coraggio nell’affrontare i temi di questo settore» da Stefano Alberti del Pd, il quale si sarebbe aspettato smentite sulla possibile apertura di nuove cave, maggiore attenzione a temi come le ricadute economiche e lavorative, specie per i paesi della montagna, la tutela ambientale, maggiori controlli in cava, più chiarezza nella destinazione dei proventi. Ancora più critico il consigliere Paolo Menchini, per il quale il Regolamento è sì scarno di obiettivi, «ma è forte, però dalla parte dei concessionari. Io penso che la città volesse anche una redistribuzione della ricchezza, dalla montagna fino a valle. Andavano affrontati temi come la tracciabilità, l’impatto ambientale. É stato chiesto da più parti di lavorare il più possibile in loco il marmo, ma il regolamento va in direzione opposta; ecco il forte, ma dalla parte dei concessionari. C’è un enorme problema in questo territorio, e il Regolamento poteva essere d’aiuto».
Alla sequela di rimostranze ha risposto il sindaco: «Ho sentito molte opinioni generiche, affermazioni pregiudizievoli. Ci sono dati oggettivi: dal nostro insediamento sono aumentati i controlli in cava, le sanzioni ed i procedimenti amministrativi. Nel 2019 abbiamo aumentato le tariffazioni, tanto che nel 2020 abbiamo incassato quanto nel 2015, quando però le tonnellate estratte erano più del doppio. Smentito quindi che questo regolamento sia sdraiato a pelle di leopardo a favore degli imprenditori del marmo, posso dire che andiamo finalmente a sanare un vulnus del nostro territorio e che tutti stavano aspettando».
Conclusa la presentazione del Regolamento, i lavori hanno proseguito sulla valanga di emendamenti presentati, circa 80, e non senza problemi; infatti, oltre alla formalità, hanno contribuito al ritardo i battibecchi e gli interventi spontanei, le reiterate richieste di chiarimenti, le prenotazioni all'ultimo secondo, tanto che in circa quattro ore sono stati discussi solo una decina di emendamenti. Questo, nella seduta di giovedì. Poi ieri è proseguito il dibattito fino a tarda ora.
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