Il Tirreno

«Prima “eroi”, ora “fannulloni” ma il paese regge grazie a loro»

Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil difende il pubblico impiego 

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L’intervento

La Camera del lavoro di Massa Carrara sostiene e rilancia la mobilitazione del 9 dicembre indetta dalle categorie delle Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil. «In questi giorni stiamo assistendo – dice Paolo Gozzani segretario provinciale dellla Cgil – a speculazioni sullo sciopero del pubblico impiego che sembrano avere come unico obiettivo la divisione del mondo del lavoro. Siamo passati dall'esaltazione dei dipendenti pubblici, chiamati “eroi “durante la prima fase della pandemia, alla definizione attuale di “fannulloni garantiti”. È una cosa intollerabile. Vogliamo ricordare a costoro che è anche grazie al lavoro di 33.000 Vigili del Fuoco, di 312.000 agenti di Polizia Locale, di 653.000 addetti del Servizio Sanitario, di 460.000 addetti degli enti locali che questo Paese continua ad andare avanti nella lotta contro il Covid 19».

«Vogliamo anche ricordare, a chi ha come obiettivo politico la distruzione del sistema pubblico – prosegue il segretario Cgil – che il modello lombardo è la prova vivente del fallimento di anni di politiche di privatizzazione. La nostra Costituzione prevede un modello di stato che vuole il privato a sostegno del pubblico e non il contrario. Invece qualcuno prova a stravolgere questo principio, cerca di dividere il mondo del lavoro , indebolendo il lavoro e la sua rappresentanza per poter raggiungere i propri obiettivi. A costoro dobbiamo rispondere con l' unità del mondo del lavoro, pubblico e privato, a garanzia di servizi integrati a tutti i cittadini. La protesta in atto è finalizzata al raggiungimento di tre obiettivi principali, sicurezza sul lavoro, assunzioni e rinnovo contrattuale, che insieme concorrono ad un miglioramento generalizzato di cui beneficeranno non solo i lavoratori pubblici ma tutti i fruitori dei servizi. Nella giornata del nove, contrariamente alla narrazione strumentale che è emersa, lavoratori e lavoratrici garantiranno i servizi, come previsto dalla legge 146/90. è ora di dire basta alle menzogne che continuano a circolare: soltanto senza la centralità del lavoro pubblico si bloccherebbe il paese , non viceversa! Chiediamo a tutti i lavoratori di unirsi a sostegno delle ragioni alla base dello sciopero. Uniti ce la faremo ad uscire dalla crisi, e vorrei ricordare che proprio i Paesi con un sistema pubblico più forte stanno affrontando meglio la virulenza dell’epidemia». —



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