Il Tirreno

il pd sul regolamento agri marmiferi 

«Dovrebbe avere concessioni solo chi lavora il 50% in loco»

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massa

Tra poco andrà in discussione per l’approvazione in consiglio comunale di Massa il regolamento degli agri marmiferi, regolamento che vedrà coinvolta tutta la città su un bene che appartiene alla comunità massese. Il gruppo consiliare del Pd scrive e avanza una sua proposta.

«Come Partito Democratico sia a livello nazionale che locale sosteniamo convintamente l’European Green Deal, la transizione Europea verso un’economia verde e le sue varie derivazioni e recepimenti del livello nazionale e regionale. Un modello di sviluppo, di scelte economiche e sociali che ha il suo cuore pulsante nella declinazione e piena attuazione dei temi collegati alla sostenibilità. La legge 35/2015 della Regione Toscana rappresenta un punto avanzato per il settore sul quale costruire una discussione su tutti i provvedimenti per la sua piena applicazione prevedendo anche alcune migliorie», scrive il Pd.

«Sull’obiettivo di fondo della sostenibilità e del riequilibrio sostanziale della redditività delle attività, non solo al monte ma anche all’interno di tutto il settore, sembrano concordare gli auspici dei comitati dei cittadini, dei Sindacati dei lavoratori e delle componenti più lungimiranti degli artigiani e degli industriali. Il problema vero è allora la definizione di una strategia condivisa e adeguata a perseguire efficacemente l’obiettivo. Storicamente ci sono stati sempre problemi a fare sistema, ma non possiamo continuare a dirlo e basta. Recuperare l’intreccio fra cave e piano, diventa il fattore essenziale per garantire un futuro sostenibile ad una importante attività che è patrimonio non solo economico ma anche culturale dell'intero comprensorio. Sarebbe dunque bastato introdurre nel regolamento che possono partecipare alla gara per il rilascio delle concessioni solo gli imprenditori che si impegnano a lavorare in loco almeno il 50% dei blocchi estratti. La principale direttrice verso cui indirizzare il nuovo modello è quella di uno sviluppo fondato sull’elevata qualità dell’offerta e di conseguenza, sulla massima valorizzazione delle risorse estratte». Concludono: «Si pone pertanto l’obbiettivo di determinare nel tempo una vera e propria inversione di tendenza nel campo della produzione e della commercializzazione dei prodotti lapidei; meno sottoprodotti e più lavorati con alto valore aggiunto. Un utilizzo più razionale della risorsa che possa determinare una riduzione complessiva dei materiali escavati con una minore impronta ecologica. Le Istituzioni con il regolamento degli agri marmiferi, sono in grado di indirizzare e condizionare le scelte in questa direzione». —

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